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Don Lorenzo Milani: 70 anni dall'arrivo a Barbiana, un esempio di resistenza e fede

A 70 anni dall'arrivo a Barbiana, Don Lorenzo Milani continua a ispirare con la sua resistenza e fede nella Chiesa.

Si è parlato di esilio, di "penitenziario ecclesiastico", di un modo per isolare la coscienza critica della Chiesa di un tempo in cui i formalismi parevano più importanti rispetto a vivere il Vangelo senza sconti. Il 7 dicembre del 1954 don Lorenzo Milani arrivava a Barbiana. Sono passati settant’anni, ieri, e il priore continua a interrogarci, a scuotere le coscienze e a dimostrare che non importa quanto sia piccolo un luogo quando si esprimono idee grandi. Un esempio di prete oggi al centro della Chiesa, anziché ai margini.

"Pioveva, era buio; avvolto nel suo tabarro bagnato, entrò in chiesa, si inginocchiò nell’ultima panca e cominciò a scrutare quella che sarebbe stata la sua chiesa appena illuminata dalle candele." - ricorda sul sito della Fondazione don Lorenzo Milani il presidente Agostino Burberi, testimone di quel giorno - "Era alto, la faccia bianca, era lo straniero che arrivava. Lo scrutavo dall’altare della Madonna dove vestito da chierichetto ero inginocchiato a recitare, in latino, le litanie. Il giorno dopo era l’8 dicembre".

L’omaggio della Fondazione non si ferma qui: "Quanta strada hai fatto Priore, non lo immaginavi nemmeno tu. La chiesa ti aveva cacciato per isolarti, ma tu con la forza delle idee e la tua caparbietà hai resistito fino ad essere oggi al centro della Chiesa ma anche nella testa di coloro che nella scuola e nella società si battono per il riscatto degli ultimi. Noi con le nostre umili forze cerchiamo di testimoniare e far proseguire i tuoi insegnamenti. Prega per noi da lassù".

Don Lorenzo è stato anche l’ultimo parroco di Barbiana, dalla sua morte, il 26 giugno 1967, lassù non ne sono stati nominati altri.

"Pregò per tutto il tempo della novena." - è il ricordo di Michele Gesualdi nel suo libro 'Don Lorenzo Milani - L’esilio di Barbiana - "Quando si rialzò era già un uomo diverso. Diverso dal ricco benefattore dei poveri, diverso dallo stesso Cappellano di San Donato. Come Giacobbe, aveva vinto la lotta con l’Angelo, ma ne era uscito sciancato. Ora è l’uomo che ha intrapreso il cammino che lo porterà ad essere povero tra i poveri". Non c’è altro da aggiungere.