Un operatore sanitario
Un operatore sanitario

Firenze, 6 ottobre 2020 - Che considerazioni si possono fare circa l'aumento dei contagi nell'ultimo mese? E' questa la domanda anche si sono posti Fabio Voller, Simone Bartolacci, Francesco Profili, ricercatori di ARS Toscana  Quello che emerge innanzitutto è che, in un quadro generale fortemente sostenuto dagli incrementi emersi in regioni che erano state poco o per niente colpite dalla prima fase dell’epidemia (Campania +160%, Sicilia +205%, Liguria +190%) la Toscana ha avuto nell'ultimo mese un incremento minore rispetto alla media italiana e alle altre regioni, assestandosi progressivamente intorno ai 100 casi giornalieri, con una variazione percentuale pari al 40%, a fronte di un aumento medio nazionale del 70%.

Secondo i ricercatori , ci troviamo sostanzialmente di fronte ad un "andamento endemico, dell’epidemia all’interno della nostra regione". Anche in considerazione del fatto che sul rialzo dei casi ha giocato un ruolo l’aumento dei tamponi effettuati: in Toscana, anche sotto la spinta delle richieste dei pediatri a dei medici di famiglia, a causa della riaperture delle scuole, si stanno ormai superando gli 8.000 tamponi al giorno, con un tasso  medio di positività pari al 3% (media nazionale 4). La buona notizia è che la quota di asintomatici e di pauci-sintomatici è stabile negli ultimi 4 mesi e mezzo e da agosto è sistematicamente sopra l’85%, gli stati lievi si assestano intorno al 10% e gli stati critici e severi nel complesso rimangono sostanzialmente stabili.

DOVE CI SI CONTAGIA
Con la fine del periodo di vacanze la quota di soggetti importati dall’estero (rientri dalle vacanze o stranieri residenti che rientravano dal loro paese di origine) è passata dal 40% del periodo luglio/agosto a meno del 10% di settembre. Oggi il contesto familiare è tornato ad essere il principale luogo di esposizione, pari al 50% dei contagiati. I contagi all'interno delle RSA oggi rappresentano una quota residuale, a fronte di un picco del 36% raggiunto a fine marzo.

ETA' DEI CONTAGIATI
Nelle ultime settimane l’età media si sia fortemente ridotta, posizionandosi durante i mesi di luglio ed agosto sotto i 40 anni e aumentando di poco a settembre, forse anche in ragione del fatto che la capacità di tracciamento è stata indirizzata prioritariamente verso la popolazione giovanile e solo successivamente alle età adulte ed anziane, spesso individuate come contatti all’interno dei nuclei familiari dei più giovani.

LA RIAPERTURA DELLE SCUOLA
Premesso che i primi casi positivi registrati in ambito scolastico nei giorni immediatamente successivi alla riapertura delle scuole – intorno al 15 settembre – potrebbero essersi infettati in altri luoghi nei giorni precedenti, secondo i ricercatori dI ASR Toscana"bisognerà aspettare la seconda settimana di ottobre per capire il possibile effetto di eventuali assembramenti verificatisi dentro la scuola". In ogni caso sono circa 270 i soggetti tra 3 – 19 anni, in età scolare quindi, che dal 15 di settembre sono risultati positivi. La distribuzione dei casi è praticamente sovrapponibile a quella dei positivi espressi dalla popolazione generale, e quindi il contagio tende a propagarsi nelle zone a maggior densità abitativa: zona metropolitana dell’ASL Toscana centro e zona costiera dell’Asl Nord Ovest.

RICOVERI E TERAPIE INTENSIVE
Oggi ci sono circa 130 ricoverati negli ospedali toscani, di cui un quarto in terapia intensiva (Al momento del picco di aprile i degenti per COVID-19 erano circa 1.500, di cui 300 in TI). Secondo il pool di ricercatori dunque "Siamo ancora in presenza di un normale impegno delle risorse sanitarie ospedaliere, che in caso di necessità sono organizzate da tempo per aumentare il numero dei posti letti per COVID-19: nonostante il rialzo dei contagi, la percentuale di malati COVID-19 che anno avuto bisogno di un ricovero, è scesa oramai fino a toccare il 5%" . Di questi l'8,8% è totalmente a sintomatico, il 12,6 è pauci sintomatico ed il 22,5% ha una sintomatologia lieve. I casi severi non rappresentano più della metà dei ricoveri.

DECESSI
Nel mese di settembre i decessi in Toscana sono stati in tutto 23 (0,8 al giorno). Anche perché l’età dei positivi si abbassa, in particolare grazie alla fortissima riduzione dei contagi tra gli anziani, e aumenta la capacità di intercettare casi asintomatici (circa due terzi dei nuovi casi). Questi due fattori, insieme, sicuramente contribuiscono a spiegare in buona parte la letalità quasi nulla del virus in questa fase.
"E' lecito tuttavia attendersi un graduale ma piccolo aumento dei decessi nel breve periodo" avvertono gli autori del report . In particolare "la situazione potrebbe cambiare se il contagio dovesse estendersi maggiormente nella popolazione e tornare a coinvolgere anziani e persone fragili (malati cronici, non autosufficienti, residenti in strutture sanitarie), più suscettibili al virus".

COSA FARE
Mentre aspettiamo che arrivino vaccini e terapie efficaci (anticorpi monoclonali), la sfida che ci aspetta nei prossimi 6-8 mesi, è quella di saper gestire una crescita attesa dei casi. "Compito della popolazione -dicono i ricercatori- è continuare a porre in essere comportamenti responsabili (mascherina al chiuso, evitare assembramenti e lavaggio delle mani, ma anche evitare per quanto possibile il contatto tra le generazioni più giovani con quelle più anziane). Compito del servizio sanitario sarà invece quello di ampliare ulteriormente l’offerta dei tamponi, arrivando cosi a testare un numero maggiore di persone ogni giorno per tenere sotto controllo la diffusione". Sarà intorte fondamentale evitare che il virus si diffonda nuovamente all’interno degli ospedali e RSA, che furono nei mesi di marzo e aprile i luoghi di esposizione più colpiti dalla pandemia, registrando le conseguenze più gravi in termini di salute per le persone che vi erano ricoverate e ospitate. Questo potrà essere fatto prevedendo campagne di test periodiche su operatori sanitari e ospiti.