Allergie, un laboratorio (Foto archivio)
Allergie, un laboratorio (Foto archivio)

Firenze, 6 dicembre 2018 - La nuova frontiera contro le malattie allergiche, dermatologiche e respiratorie è la medicina personalizzata. L'argomento è al centro dei temi che verranno trattati durante il congresso della società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) che ospiterà la Wao International Scientific Conferences 2018. Il Congresso si tiene a Firenze dal 6 dicembre fino a domenica 9 dicembre.

«Abbiamo deciso di unirci al Congresso Wisc 2018 della World Allergy Organization - spiega Enrico Maggi, Presidente Siaaic e presidente del Congresso Siaaic/Wisc 2018 - perché riteniamo fondamentale discutere e collaborare in maniera sempre più stretta. Sentiamo la necessità di creare un network che coinvolga allergologi, dermatologi, immunologi, pneumologi e pediatri per accelerare i passi avanti della ricerca sperimentale e della ricerca clinica, oltre che ottimizzare gli approcci terapeutici». Maggi sottolinea che il Congresso rappresenterà l'occasione per fare il punto sulle conoscenze sull'asma grave, sulla diagnostica molecolare e sull'immunoterapia, «che rappresentano ad oggi le nuove possibili armi per combattere queste patologie». «L'immunoterapia - aggiunge - è tra le terapie più promettenti che abbiamo per combattere le forme più severe delle malattie allergiche, i cui sintomi danneggiano la qualità di vita dei pazienti». «Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi e significativi avanzamenti sia nella diagnostica che nella definizione delle strategie terapeutiche, nel tentativo di individuare nuovi farmaci candidati per la cura delle malattie respiratorie e allergiche, che condividono un attore comune: il processo infiammatorio», afferma Ignacio J. Ansotegui, presidente Wao, «ma molte di queste patologie sono ancora sottostimate e non efficacemente trattate. Questo incontro ci permetterà di discutere dell'uso della diagnosi molecolare, uno strumento fondamentale per definire in modo adeguato l'eleggibilità dei pazienti per l'immunoterapia».