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10 lug 2015

"Alberi tagliati senza permessi", sette indagati in Comune e nei quartieri

Secondo l'ipotesi della Procura non sarebbero stati chiesti i permessi alla Soprintendenza

10 lug 2015
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PRESSPHOTO Firenze, aula bunker, sentenza per il processo alla CAVET. Nella foto il PM Tei
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PRESSPHOTO Firenze, aula bunker, sentenza per il processo alla CAVET. Nella foto il PM Tei

Firenze, 10 luglio 2015 - Svolta nell’inchiesta sulle potature degli alberi a Firenze. Il sostituto procuratore Gianni Tei ha infatti iscritto nel registro degli indagati sette persone, invitate a presentarsi alla polizia giudiziaria per essere interrogate. Nel mirino c’è l’amministrazione comunale, accusata di "aver eseguito un indeterminato, ma cospicuo, numero di abbattimenti di alberi di alto fusto in zone soggette a vincoli paesaggistici e storico-ambientali quali: la cerchia dei viali di circonvallazione, viale dei Colli, viale Torricelli, parco delle Cascine e piazza della Vittoria". Tagli svolti "senza aver richiesto e conseguito la necessaria autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza" e a seguito dei quali è stato omesso qualsiasi reimpianto.

Non solo. I sette indagati – fra i quali il responsabile della Direzione Ambiente del Comune, Pietro Rubellini, e quello del servizio qualità del verde Stefano Cerchiarini, oltre ai responsabili del verde nei Quartieri – sono accusati di aver "omesso di adottare qualsiasi provvedimento inerente la manutenzione ordinaria del patrimonio arboreo d’alto fusto" e di aver "sistematicamente disposto procedure di cottimo fiduciario e affidamento diretto, così turbando le relative gare". E pertanto provocavano un vantaggio ai soggetti aggiudicatari degli affidamenti diretti (la ditta Acer giardini, ad esempio: su 13 affidamenti ricevuti per 248mila euro, 12 sono stati diretti) con danno per altre ditte e anche per la stessa amministrazione che non beneficiava del possibile risparmio dovuto dalla concorrenza. In alcune pratiche sarebbero addirittura emersi dei falsi.

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