l'agriturismo in Toscana
l'agriturismo in Toscana

Firenze, 11 gennaio 2019 - La Toscana incoronata regina delle vacanze in agriturismo. Sempre in vetta alle classifiche nel report del Centro Studi di Confagricoltura (dati 2017). "Tendenza confermata anche nel 2018 dai nostri operatori",  dichiara la presidente di Agriturist Toscana, Laura Cresti.
"Quasi un terzo del totale di chi si vuole godere la vacanza a contatto con la natura sceglie la Toscana, - aggiunge Cresti - per un totale presenze (pernottamenti dei turisti) che sfiora il tetto dei 4 milioni l’anno. Gli arrivi sono quasi 890mila, il 27% del totale. Siamo anche la regione che offre di gran lunga il numero di posti letto maggiore: più di 62mila 700, il 24,8% del totale".

A livello nazionale, l’accoglienza in agriturismo fattura 544 milioni di euro. La Toscana conquista una bella fetta di questa torta, la più grande, con 138milioni di euro. "La Toscana – dice ancora la presidente Cresti - attrae per l'unicità del suo paesaggio rurale, la bellezza delle sue aziende agrituristiche e la genuinità del cibo offerto. E’ rimasta tra le mete preferite anche nel periodo di crisi di qualche anno fa, quando le presenze crollarono. Oggi possiamo dire con sollievo che la tendenza si è invertita. Gli stranieri sono ancora i turisti che maggiormente apprezzano la permanenza negli agriturismi toscani pernottando più a lungo nelle strutture rispetto agli italiani".

Secondo lo studio, infatti, gli stranieri sono il 67% sulle presenze totali e il 54% sugli arrivi: qui la Toscana si guadagna un secondo posto, seconda solo alla provincia autonoma di Bolzano.
Gli italiani scelgono l’agriturismo per trascorrere week end o i ponti oppure a luglio e agosto per una vacanza più lunga. La durata media di un soggiorno in Toscana è di 4 giorni, quasi 2 in più per gli stranieri, contro la media nazionale di poco meno di 4 giorni

“La concorrenza fra strutture - conclude la presidente Agriturist Toscana - è sempre più forte e altre regioni stanno diventando molto richieste e competono con le strutture toscane. Per stare al passo la parole d’ordine è innovarsi e proporre sempre servizi nuovi, come ad esempio i soggiorni esperienziali. Ma per conservare il loro primato le strutture toscane dovranno mantenere l'autenticità e non cedere alla tendenza dell’omologazione, perché è nella diversità che sta la forza di un settore che nel tempo si è affermato ed è apprezzato nel mondo”.

Ilaria Biancalani