Stefano Cecchi Ma per tornare alla normalità esiste altra strada se non quella del vaccino? Sì, vaccinarsi (e di conseguenza ottenere il libero accesso ovunque) a oggi è l’unica risposta possibile non solo a un’emergenza sanitaria che non è cessata ma anche a una catastrofe economica che invece è nelle cose. Perché chi...

Stefano

Cecchi

Ma per tornare alla normalità esiste altra strada se non quella del vaccino? Sì, vaccinarsi (e di conseguenza ottenere il libero accesso ovunque) a oggi è l’unica risposta possibile non solo a un’emergenza sanitaria che non è cessata ma anche a una catastrofe economica che invece è nelle cose. Perché chi si è vaccinato, come è successo con la stragrande maggioranza dei fiorentini, lo ha fatto certo per preservare se stesso dai rischi atroci del Covid, ma lo ha fatto anche per un sentimento più alto di collettività. Per dare un senso a ciò che ci eravamo promessi dai terrazzi di casa e dalle finestre nei giorni bui del primo lockdown. Ricordate? "Ce la faremo", "Andrà tutto bene", "Ne usciremo insieme". Le piazze parlano. E quando ascolti le piazze no Covid e quelle di coloro schierati contro il Green pass, ti chiedi dove fossero costoro in quei giorni tragici dove ci promettevamo solidarietà e invocavamo la scienza perché trovasse una risposta al male. Certo, la medicina è stata costretta ad accelerare i suoi tempi e anche chi scrive non ha affrontato l’ago del medico con leggerezza. Anzi. Ma in quel momento ha prevalso l’idea collettiva di essere parte di una comunità, sentendo l’orgoglio di rispettare la promessa e l’afflato straordinario di quei giorni tristi ma solidali. Così, se vogliamo dare una riposta a quei lavoratori in piazza a rischio licenziamento, l’unica strada concreta resta quella di vaccinarsi e accettare il Green pass nel nome di una solidarietà vasta. Ribellarsi non è difendere la libertà minacciata da non si sa cosa, ma solo un atto di piccolo egoismo personale.