di Tommaso Carmignani Doveva essere la terza gara settimanale, ma senza Coppa Italia è la seconda. Cambia qualcosa? Forse sì, perché se fosse andato in scena il match di mercoledì col Brescia forse avremmo avuto un parametro in più per valutare lo stato di salute dell’Empoli, oltre ad avere le idee più chiare circa la formazione. In ogni caso oggi arriva il Vicenza (ore 14, stadio Castellani) ed il ricordo non può che andare alla sfida dell’8 giugno 2012, quando le due squadre si giocarono...

di Tommaso Carmignani

Doveva essere la terza gara settimanale, ma senza Coppa Italia è la seconda. Cambia qualcosa? Forse sì, perché se fosse andato in scena il match di mercoledì col Brescia forse avremmo avuto un parametro in più per valutare lo stato di salute dell’Empoli, oltre ad avere le idee più chiare circa la formazione. In ogni caso oggi arriva il Vicenza (ore 14, stadio Castellani) ed il ricordo non può che andare alla sfida dell’8 giugno 2012, quando le due squadre si giocarono la permanenza in serie B in quel play-out all’ultimo sangue.

Una gara che nessun tifoso empolese dimenticherà mai, ma che oggi ha probabilmente poco a che vedere con quello che le due squadre rappresentano. Gli azzurri sono in testa alla classifica, forse a sorpresa o forse no, ma al di là del fatto o meno di poterci restare la sfida coi biancorossi è soprattutto una riprova. Dopo il ko di Venezia, l’Empoli ha reagito schiantando la Reggina in casa e rischiando di vincere anche a Cittadella. Cosa ha mostrato di buono la formazione di Dionisi? Un attacco capace di segnare tanto e la solita dimostrazione di solidità e organizzazione collettiva. Cosa invece non è piaciuto? Le troppe disattenzioni difensive. Era e resta quello il limite di una squadra, quella azzurra, che sembra avere tutte le carte in regola per un campionato di vertice, ma che non può e non deve concedere cosi tanto agli avversari.

Anche perché la formazione di Dionisi non può pensare di dover sempre inseguire gli altri, sebbene abbia più volte dimostrato di avere testa, gambe e cuore per centrare rimonte che sembrano molto complicate.

A Cittadella potevano arrivare i tre punti e non sono arrivati, ma questo conta poco all’ottava di campionato. Quello che emerge è che gli azzurri stanno facendo benissimo e non possono rischiare di sciupare tutto per qualche distrazione di troppo. Il Vicenza è una squadra ambiziosa, ma il suo inizio di stagione non è stato irreprensibile.

Anche al netto delle assenze che caratterizzano l’Empoli, quella di oggi è come detto una riprova per capire le reali potenzialità di questa squadra. Riprendere la marcia vorrebbe dire confermare che quanto visto in queste prime settimane di campionato non è frutto del caso, è che certi obiettivi non sembrano affatto fuori portata.

La stagione è appena iniziata e all’orizzonte c’è un dicembre di fuoco: avviare al meglio questo periodo potrebbe dare quella botta di fiducia necessaria per capire quale strada ha intenzione di intraprendere l’Empoli.