EMPOLI Hanno parlato di occasione, e non potrebbe essere altrimenti. Mettetevi nei panni del presidente Fabrizio Corsi, tanto per cominciare: dopo la retrocessione vende i suoi gioielli e completa un mercato faraonico, pensando a come tornare alla svelta in serie A. Ingaggia uno dei giovani allenatori più promettenti sulla piazza, cioè Christian Bucchi, e non va troppo per il sottile quando c’è da fare un investimento importante su una punta come Leonardo Mancuso, strappato addirittura alla concorrenza del Verona per 5 milioni di euro. Le cose però non vanno come dovrebbero, la squadra parte bene e poi si...

EMPOLI

Hanno parlato di occasione, e non potrebbe essere altrimenti. Mettetevi nei panni del presidente Fabrizio Corsi, tanto per cominciare: dopo la retrocessione vende i suoi gioielli e completa un mercato faraonico, pensando a come tornare alla svelta in serie A.

Ingaggia uno dei giovani allenatori più promettenti sulla piazza, cioè Christian Bucchi, e non va troppo per il sottile quando c’è da fare un investimento importante su una punta come Leonardo Mancuso, strappato addirittura alla concorrenza del Verona per 5 milioni di euro.

Le cose però non vanno come dovrebbero, la squadra parte bene e poi si inceppa, tanto da indurre la società a cambiare l’allenatore. La scelta non è azzeccata, ma anzi si rivela ancor più deleteria, perché con Muzzi in panchina l’Empoli si ritrova a lottare per non retrocedere. Si arriva quindi a gennaio, servono nuovi investimenti e la società non si tira indietro, cambiando ancora allenatore e andando a spendere altri 4 milioni di euro per un attaccante come La Mantia. Gli azzurri si riprendono, la cura Marino funziona e dalla zona play-out si arriva ai margini di quella playoff, pensando che nel finale di campionato ci saranno tutti i presupposti per andare agli spareggi e provare a vincerli.

A quel punto però una pandemia mondiale costringe il calcio a fermarsi e getta tutti nell’incertezza, arrivando perfino a minacciare la sospensione definitiva del campionato. Una sospensione che porterebbe l’Empoli a buttare al vento tutti gli investimenti fatti senza la possibilità di rimediare agli errori. Ed è proprio in uno scenario di questo tipo che la decisione di riprendere a giocare è stata accolta come manna dal cielo dai dirigenti e dai giocatori. Gli azzurri sentono, come accennato, di avere ancora un’occasione, una carta da giocarsi per trasformare quella che era partita come una stagione destinata a deludere in un anno trionfale. Certo risalire la classifica, con tutte le incognite legate ai tre mesi di stop e le difficoltà che ci sono nel giocare in estate, non sarà un’impresa semplice, ma se le cose non andranno nel verso sperato l’Empoli potrà comunque dire di averci provato.

Di questi tempi, non è affatto un qualcosa di scontato. Gli azzurri partono dal nono posto e in dieci gare hanno l’obbligo di provare almeno ad entrare nei play-off: con una ‘rosa’ ampia e inferiore probabilmente soltanto al Benevento, la formazione di Marino, da qui in avanti, non avrà scuse.

Anche il tecnico, scelto dalla società dopo l’esonero di Muzzi, pare davvero quello giusto: il siciliano veniva da un’ottima stagione allo Spezia ed era rimasto ‘fregato’ dal fallimento del Palermo, club col quale aveva firmato alla fine dello scorso campionato. Cercava un trampolino di lancio per tornare nel calcio dei big e quella offerta dall’Empoli è un’occasione niente male. Dopo le delusioni di Brescia e Frosinone, questa per lui è un’opportunità da non perdere. Il suo contratto scadeva il 30 giugno e sarà virtualmente prolungato fino alla fine di agosto, ma l’obiettivo di tutti, lui per primo, è che questo sia soltanto l’inizio di una lunga storia d’amore.