Negozi di vicinato
Negozi di vicinato
Empoli, 13 marzo 2019 - Avane, Brusciana, Casenuove, Corniola, Cortenuova, Fontanella, Marcignana, Martignana, Molin Nuovo, Monterappoli, Pagnana, Ponte a Elsa, Pianezzoli, Pozzale, S. Andrea, Tinaia, Villanuova.

Sono le diciassette frazioni del comune di Empoli dove negozi di alimentari potranno beneficiare di un contributo: per il 2019 potranno ottenere dal Comune una somma pari al 25% della somma pagata come TARI per l’esercizio commerciale nell’anno 2018.

Il provvedimento è contenuto in una delibera della Giunta Barnini, appena pubblicata. Si tratta di una scelta che è espressione di un voto unanime del Consiglio comunale del 28 novembre 2017 nel quale un ordine del giorno accompagnatorio, presentato dal Partito democratico, impegnava l’amministrazione comunale ad adottare misure a sostegno delle attività commerciali al dettaglio che si trovano nelle aree periferiche di Empoli. Quella proposta fu votata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in aula.

«Mantenere aperte le botteghe alimentari nelle frazioni è un servizio alla cittadinanza, soprattutto per la parte più anziana della popolazione - ha spiegato il sindaco, Brenda Barnini -. Il gruppo del Partito democratico in Consiglio comunale aveva portato in approvazione una proposta che chiedeva alla Giunta di individuare misure di sostegno per queste attività. Così abbiamo fatto. In via sperimentale per quest'anno abbiamo istituito un fondo per rimborso di una parte della TARI pagata nel 2018 dai negozi alimentari delle nostre frazioni».

Il provvedimento riguarda i negozianti che lavorano in esercizi commerciali di vicinato (aventi superficie di vendita non superiore a 300 metri quadrati) del settore merceologico alimentare.

Si tratta di una misura al momento sperimentale, l’amministrazione si riserva di valutarne l’esito ai fini della eventuale prosecuzione o l’adozione di nuovi strumenti simili che cerchino di tutelare la funzione di servizio di utilità offerto alla popolazione da questi negozi. Di fronte ad una diffusa crisi dei consumi occorre tutelare i servizi commerciali primari di vicinato, le “botteghe” di alimentari che soprattutto nelle frazioni garantiscono la distribuzione e la commercializzazione diffusa.

I titolari degli alimentari dovranno presentare una richiesta, la cui modulistica sarà disponibile sul sito del Comune nei prossimi giorni, insieme alla documentazione necessaria che sarà indicata nello stesso modulo.