Uno degli esemplari recuperati
Uno degli esemplari recuperati

Fucecchio (Firenze), 7 novembre 2017 - E' stata la Polizia provinciale della Città Metropolitana di Firenze, nel corso di un controllo a Fucecchio, ad accorgersi che qualcosa non andava nel giardino di una privata abitazione. Erano le 6,30 di sabato 14 ottobre e dal resede si sentiva il suono tipico di un richiamo elettroacustico che riproduceva il canto del tordo. Insospettito dal fatto, il personale in servizio si è portato nei pressi dell'immobile e all'interno del giardino dell'abitazione ha rilevato tre file di reti verticali per la cattura di uccelli che si estendevano per una lunghezza di circa 40 metri e un'altezza di otto.

“Questi mezzi di cattura – spiega il vicecomandante Marco Casini, che ha coordinato l'operazione - costituite da una rete finissima e difficilmente visibile ai volatili, sono costruite in modo tale da improgionare l'uccello che volando vi urta. A terra, in prossimità delle reti, era posizionato un richiamo elettroacustico in funzione per richiamare i selvatici”.

Uno degli esemplari intrappolati

Il personale della Polizia provinciale si è allora appostato presso l'impianto di cattura in attesa del responsabile che è stato colto in flagranza di reato: il proprietario dell'immobile.

“Nel corso della perquisizione si sono rivenuti all'interno di due sacchetti di juta quattro esemplari di tordo bottaccio appena catturati – rileva Angelo Bassi, consigliere della Metrocittà delegato alla Polizia provinciale - Sono stati rinvenuti anche i proventi dell'attività di cattura degli ultimi giorni e più precisamente, all'interno di quattro casse di legno, circa una quarantina di esemplari di tordo bottaccio; all'interno di due sacchetti di juta quattro esemplari di tordo bottaccio appena catturati e in voliere e in altre gabbie molti esemplari di tordo bottaccio e merlo, per un quantitativo totale di oltre 150 volatili, frutto dell'attività illecita. All'interno di una piccola gabbietta è stato inoltre rinvenuto un esemplare di civetta (rapace notturno particolarmente protetto)”.

All'indagato è stato contestato anche il reato di maltrattamento di animali. Gli uccelli erano detenuti in ambienti e condizioni non consone alla propria natura ed in particolare molti di essi presentavano le ali legate insieme con del filo di spago, per impedirne i movimenti naturali. Per certificare la condizione sanitaria degli uccelli la Polizia provinciale della Città Metropolitana ha contattato la Asl veterinaria reperibile di zona, che è intervenuta ed ha visionato e valutato la condizione dei volatili.

Il personale della Polizia provinciale della Metrocittà, in accordo con il veterinario dell'Asl su disposizione del Pm di turno debitamente avvertito, ha provveduto alla liberazione, in luogo idoneo, di tutti i volatili che non presentando traumi di alcun genere dovuti alla cattura, erano idonei per essere reintrodotti nel loro habitat naturale. Sono stati perciò reimmessi in natura circa 80 tordi bottacci e la civetta.

Durante la perquisizione, sono stati anche rinvenuti 21 mazzi di reti di cattura per uccelli per un'estensione lineare di circa 300 metri, tre prodine ad archetto e altri due registratori atti a riprodurre canti di varie specie di uccelli (tutti mezzi non consentiti per l'esercizio venatorio).

Il personale della Polizia provinciale della Città Metropolitana presente ha inoltre rinvenuto all'interno di un congelatore oltre 200 uccelli abbattuti e detenuti illecitamente, appartenenti a specie non cacciabili e particolarmente protette tra cui si contavano 46 pettirossi, un verdone, un frosone, 47 passeri d'Italia, 3 beccafico, 43 tortore dal collare orientale, 6 cince, 32 capinere, 5 codibugnoli, 2 fringuelli, 1 verzellino, 1 gruccione, 1 martin pescatore, 2 picchi verdi.

Oltre ad aver provveduto al sequestro penale di tutta la fauna sopra descitta ed illegalmente detenuta sia morta che viva, è stata contestata al responsabile dei reati l'attività di uccellagione e di cattura illecita di fauna selvatica con mezzi non consentiti, l'utilizzo di apparecchi acustici utilizzati come richiamo, la detenzione di fauna selvatica sia non cacciabile che particolarmente protetta e il maltrattamento degli animali trovati. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Alessandra Falcone, che ha convalidato gli atti.