Imu
Imu

Roma, 2 dicembre 2021 – Dal decreto fiscale arriva la stretta sulle esenzioni Imu. Le famiglie, infatti, non potranno più sdoppiarsi in due case per evitare di pagare l'Imposta municipale unica. Parlamento e governo hanno deciso un giro di vite: l'esenzione sarà infatti valida solo per un'abitazione a famiglia, scelta dagli stessi componenti del nucleo familiare, anche se i coniugi risiedono in due comuni diversi. Secondo Confedilizia si poteva fare di più. «È vero che la Cassazione aveva dato una interpretazione ancora più restrittiva della norma sull'esenzione Imu per l'abitazione principale, ma la via più corretta – il commento di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia – era quella che era stata indicata dal Dipartimento delle finanze del Mef, che consentiva di applicare l'esenzione nei casi in cui i coniugi risiedono per motivi lavorativi in comuni diversi».

Intanto, proprio tra qualche giorno i  proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale e di quelle accatastate come signorili o di lusso sono chiamati a pagare il saldo Imu. Il termine è infatti fissato a giovedì 16 dicembre. Secondo l'ultimo rapporto elaborato dalla Uil, il costo medio complessivo per il 2021 sarà mediamente 1.070 euro (con saldo di 535 euro), con punte di oltre 2mila euro nelle grandi città. Chi prò dovrà pagare l'Imu sulle case di lusso dovrà sborsare molto di più: il costo medio annuo nei capoluoghi di provincia è di 2.623 euro (1.312 per il saldo), con punte di oltre 6mila euro nelle grandi città.

Le aliquote
La media dell’aliquota applicata per le seconde case ammonta al 10,6 per mille e in molti Comuni (48, di cui 18 città capoluogo) è in vigore la 'ex addizionale Tasi', fino a un massimo dello 0,8 per mille, introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali, così da portare in questi Comuni l’aliquota Imu fino all’11,4 per mille. In particolare, Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona e Vicenza l’aliquota è all’11,4 per mille; a Macerata all’11,3 per mille; a Terni e Siena, all’11,2 per mille; a Lecce, Massa e Venezia all’11 per mille; ad Agrigento al 10,9 per mille. Altre 73 città capoluogo, sempre sulle seconde case, applicano l’aliquota del 10,6 per mille, tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari. In 10 città le aliquote sono sotto la soglia massima, tra cui Como, Belluno, Gorizia, Udine, Pordenone.

Chi deve pagare l'Imu
Al versamento dell'Imu devono provvedere non solo i cittadini italiani e residenti nel nostro paese, ma anche i soggetti non residenti che vantano il diritto di proprietà o altro diritto reale su un immobile situato in Italia. Si paga sui fabbricati, ad eccezione delle abitazioni principali che non rientrano nelle categorie A/1 (abitazioni signorili), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), sulle aree fabbricabili e sui terreni agricoli. L’Imu si applica in tutti i comuni italiani a parte Friuli Venezia Giulia e e province autonome di Trento e di Bolzano, dove gli statuti regolano diversamente l'imposta.

Chi è esente
Non si paga l'Imu sugli immobili dello Stato, dei Comuni e di altri enti pubblici, i fabbricati nell categorie catastali da E1 a E9, quelli con destinazione culturale, assistenziale, sanitaria, didattica, sportiva e religiosa o di proprietà della Santa Sede. Esenzioni anche per immobili appartenenti a Stati esteri o organizzazioni internazionali che hanno un accordo con l'Italia e per i terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori situati nelle isole minori o nei territori indicati dal ministero. Altre esenzioni sono previste dai Comuni. Nel 2021 sono inoltre esenti dal pagamento del saldo Imu cinema e teatri, immobili con sfratti per morosità, immobili colpiti dai terremoti dell'agosto 2017 (nei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno), dell'agosto 2016 (Centro Italia) e del maggio 2021 (per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna). Riduzione della metà dell'importo Imu, invece, per i pensionati non residenti in Italia in immobili di loro proprietà.

Il rimborso
Chi ha pagato l'acconto di giugno pur essendo esente, per esempio perché immobile con inquilini morosi oggetti di sfratto per morosità, può presentare domanda di rimborso dell'intero importo corrisposto direttamente al Comune.