Roma, 21 ottobre 2021 – Un tema spinoso e ancora tutto da affrontare, quello delle pensioni, con critiche e polemiche sollevate per Quota 102 e 104 che, stando al paccehtto previdenza del ministro dell'Economia Daniele Franco, dovrebbero sostituire Quota 100, in scadenza il 31 dicembre 2021. Senza un intervento del governo dal 2022 tornerebbe la contestata riforma Fornero, introdotta nel 2011 dal governo Monti. Mentre esecutivo e forze politiche discuotono, ecco come potrebbero cambiare le pensioni dal prossimo anno.

Quota 102
Varrebbe solo per l'anno 2022. Ad andare in pensione chi ha 64 anni e 38 di contributi (Quota 100 prevedeva 62 anni e 38 di contributi) e quindi i nati nel 1958, in parte o totalmente 'retributivi'. Per chi infatti ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, con calcolo interamente contributivo, è già previsto un canale di pensionamento anticipato a 64 anni. Circa 50mila i lavoratori potenzialmente coinvolti da Quota 102.

Quota 104
Si va in pensione a 65 anni di età più 39 di contributi, o a 66 anni di età e 38 di contributi versati. La misura, in vigore dal 2023, potrebbe essere limitata ai lavoratori che vanno in pensione con il sistema misto retributivo e contributivo. Dopo quota 104, il ritorno della Fornero.

Ape Sociale
Quasi sicura la proroga al 2026 dell'Ape sociale, ovvero dell'indennità erogata per 12 mesi e destinata a chi ha più di 63 anni e rientra nella categoria di lavoratore svantaggiato, quali disabili, disoccupati, lavoratori in mansioni gravose, caregiver. Salterebbe l’ampliamento della misura alle altre categorie individuate dalla commissione per i lavori gravosi.

Opzione Donna
Verso l'addio la possibilità per le donne di andare in pensione a 58-59 anni con 35 di contributi e il sistema di calcolo contributivo. Per il 2021 possono accedere a Opzione donna le lavoratrici nate nel 1962 o nel 1961 se autonome.