In strada con la mascherina a Chinatown, ma non ci sono casi sospetti in città
In strada con la mascherina a Chinatown, ma non ci sono casi sospetti in città

Prato, 27 gennaio 2020 - Sul web gira un’altra notizia falsa su un presunto caso di coronavirus in città, con dettagli fantasiosi come l’attivazione di un cordone sanitario di protezione all’ospedale. Tutto smentito seccamente dalla Asl, una fake news che ieri ha provocato la dura reazione del Comune, deciso a denunciare chi l’ha messa in giro. "Non ci risultano problemi di nessun tipo, la notizia di un caso di coronavirus è priva di fondamento – attacca il vice sindaco e assessore alla salute, Luigi Biancalani – Diffondendo queste notizie false si crea un allarme che non ha giustificazione, non lo possiamo accettare. Cercheremo di risalire alla fonte e valuteremo se fare denuncia con l’ufficio legale, perché si rischia di alimentare una psicosi che non ha senso. Ne ho parlato anche con il sindaco ed è d’accordo con me. In città fino ad oggi non c’è nessun allarme. Non risulta nessun caso, neanche sospetto, di coronavirus".

«Una notizia falsa» : anche l’Asl Toscana centro ieri ha smentito l’annuncio diffuso in rete sul ricovero all’ospedale Santo Stefano di un cittadino cinese che avrebbe contratto il coronarovirus. L’Asl, sentita la direttrice dell’ospedale Daniela Matarrese, ha escluso che vi siano stati ricoveri, nemmeno per casi sospetti. L’annuncio diffuso in rete parla di ricovero avvenuto durante la notte con dettagli riguardanti presunte misure di sicurezza finalizzate ad isolare il paziente. Tutto falso.
Si tratta della seconda fake news sulla diffusione a Prato del virus che sta terrorizzando la Cina, dopo l’email firmata Anonymous che nei giorni scorsi aveva raggiunto le caselle di numerosi indirizzi in città. Non solo, recentemente c’è stato anche un altro caso di allarmismo generato dai social, in occasione del terremoto di dicembre nel Mugello, avvertito distintamente in città. Anche in quel caso il Comune intervenne duramente per reagire contro la propagazione delle notizie false, diffuse via WhatsApp.

Intanto ieri la consigliera provinciale della Lega, Diletta Bresci, ha rilanciato la richiesta di chiarezza da parte dei presidi, alle prese con il problema dei certificati da richiedere (o meno) agli alunni cinesi che nelle scorse settimane sono stati in Oriente.
"Il Miur dovrebbe inviare direttive precise alle scuole di Prato in merito al coronavirus – afferma la consigliera – I presidi hanno giustamente sollecitato il ministero, dato che ad oggi non venivano chiesti i certificati agli alunni cinesi che tornavano dai viaggi in patria. Le scuole non hanno ricevuto comunicazioni ufficiale da parte delle istituzioni. E’ urgente fare chiarezza".

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