Turiste in spiaggia
Turiste in spiaggia

Viareggio (Lucca), 14 aprile 2020 - «Fateci aprire gli stabilimenti balneari almeno per fare manutenzione, dipingere le cabine, lavare e preparare ombrelloni e sdraio. Così quando ci sarà il via libera per il turismo saremo pronti ad accogliere la clientela, altrimenti perderemo anche gli incassi di luglio e agosto". È il coro che si leva dai proprietari dei 400 bagni versiliesi, ancora bloccati: e non capiscono perché questo permesso è già stato concesso ai colleghi romagnoli e abruzzesi, e presto liguri, ma a loro no.
In Versilia e sul resto della costa toscana, a differenza che in Emilia Romagna e in Abruzzo, le riaperture dei bagni non sono state autorizzate nemmeno per le manutenzioni delle strutture e la preparazione delle spiagge. "Con l’assessore regionale Stefano Ciuoffo – dice il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro – abbiamo chiesto l’autorizzazione al ministro Speranza. Ma non ho ancora risposte". È un bel guaio per le 400 famiglie che in Versilia gestiscono i bagni, e per i lavoratori stagionali che solo a Viareggio sono 1.500, ma diventano 12mila se consideriamo anche hotel e ristoranti dell’intera Versilia, che ha poco più di 160 mila abitanti. "Quello che ci fa arrabbiare – lamenta Pietro Guardi, giovane e dinamico presidente dei balneari viareggini – è che anche il governatore della Liguria Toti sta preparando un’ordinanza per consentire ai bagni di fare manutenzione, ed essere pronti ad accogliere i clienti quando ci sarà il via libera. In Versilia nulla. Eppure si tratterebbe di fare entrare nei bagni solo alcuni dipendenti, come i bagnini che sono a casa senza stipendio, per fare solo manutenzione con tutti gli accorgimenti sanitari del caso".

Del distanziamento sociale, cioè di come far accedere i clienti sul mare, si parlerà più oltre. Molti bagnini si sono passati parola: "Ma come si fa a prendere il sole o a nuotare con la mascherina?". Una precisazione: in Versilia, a differenza che in Romagna, i bagnini sono i sorveglianti della balneazione, mentre i proprietari dei bagni si chiamano balneari.
L’emergenza Covid ha bloccato anche i grandi alberghi di lusso, perfino le residenze per russi e arabi di Forte dei Marmi, e si stanno profilando cause di lavoro in tutte le aziende, ristoranti compresi, che avevano siglato contratti di pre-assunzione. E sono vuote, per lo più, le seconde case delle vacanze, che in versilia accolgono il triplo dei turisti alberghieri. Tutte incognite sulla ripresa dei bagni.
«Abbiamo discusso il problema con i parlamentari Massimo Mallegni e Deborah Bergamini – conclude Guardi – ma non ci sono solo i preparativi. Noi pensiamo già alla fase 2 e, in assenza di interventi pubblici, l’associazione ha pronta una campagna promozionale per quando potremo ripartire. Puntiamo a raggiungere con le tv la clientela toscana. Degli stranieri non sentiremo parlare a lungo. Ma se non ci fanno aprire per i lavori, dove andremo a finire?".
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