Umbria, esami anche di sera per ridurre le liste d’attesa

Sono 74mila le prestazioni da smaltire in 3 mesi. Coinvolto anche il privato

Medici (foto di repertorio)

Medici (foto di repertorio)

Perugia, 7 maggio 2023 - La dichiarazione della fine dell’emergenza Covid da parte dell’Oms spinge a tracciare il bilancio di tre anni di pandemia anche in Umbria. Una regione in cui le diverse varianti si manifestavano in anticipo rispetto al resto del Paese e che in 36 mesi ha contato 2.489 vittime provocate dal virus, 70 al mese in media, due al giorno. I positivi diagnosticati sono stati più di 423mila, su una popolazione di 800mila abitanti, con migliaia di ricoveri e oltre 5 milioni di tamponi effettuati. Numeri che danno il senso della portata della pandemia che ha lasciato inevitabili strascichi nella sanità che con grande fatica sta cercando di riorganizzarsi per tornare alla normalità.

A cominciare dalla lotta alle liste di attesa. La Giunta regionale ha approvato una delibera "che – ha spiegato l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – ha il duplice scopo di smaltire entro fine luglio le prestazioni in sospeso e dall’altro di mettere in campo una serie di azioni per assicurare in futuro prestazioni rapide sulle nuove richieste".

La Regione mette a disposizione il finanziamento aggiuntivo per l’Umbria, pari a 5,3 milioni di euro ai quali si sommano altri 1,6 milioni già presenti nei bilanci delle Aziende ospedaliere e sanitarie, proprio per smaltire 74mila prestazioni. Per raggiungere l’obiettivo in tre mesi si pensa anche al coinvolgimento di strutture private convenzionate. "Prevediamo l’uso dei macchinari per gli esami per minimo 12 ore al giorno nei giorni feriali (8-20) e anche aperture serali (almeno una alla settimana) e nei giorni festivi (almeno 2 domeniche al mese)" ha aggiunto l’assessore. Ma ci sono anche altri strascichi lasciati dal Covid, come quelli dei disturbi del comportamento e ansia dei più giovani. Il vicesindaco di Perugia, Gianluca Tuteri, che di professione fa il pediatra, ha rivelato che proprio grazie a un progetto di sostegno psicologico dell’amministrazione comunale, "sono stati attenzioniati mille giovani pazienti, di questi il 30% soffre di un disturbo ‘mentale’". "Il 2020, 2021 e anche il 2022 - aggiunge Laura Dalla Ragione, psichiatra della Asl 1 dell’Umbria – sono stati anni difficili per i ragazzi che hanno risentito della pandemia in termini di isolamento sociale, esclusione dalla scuola e paura del futuro. Sono aumentati i disturbi alimentari e sopraggiunti altri tipi di disturbi come attacchi di panico, depressione e autolesionismo". E infine c’è un altro elemento: in Umbria un terzo dei medici internisti (36%) dichiara di essere in "burn-out" (l’insieme di sintomi determinati da uno stato di stress permanente) e il 64% riferisce di aver pensato di licenziarsi nell’ultimo anno e di sentirsi emotivamente sfinito al termine di ogni giornata lavorativa. E’ l’esito del sondaggio nazionale condotto da Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri. "Senza dubbio – commenta Marco Giuliani, presidente di Fadoi Umbria - ad incidere negativamente sulla maggioranza dei medici umbri è stata la pandemia. Sottolineo che la popolazi one noni riesce a comprendere quanto disagio ci sia nel personale medico e quanto invece sia indispensabile l’impegno di tutti per evitare il collasso del nostro Sistema sanitario nazionale".