Sindaci e assessori firmatari del patto, al centro la direttrice de La Nazione Agnese Pini
Sindaci e assessori firmatari del patto, al centro la direttrice de La Nazione Agnese Pini

Viareggio, 18 settembre 2019. Ieri alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio è crollato il campanilismo. I sindaci della Versilia, da sempre attenti agli orticelli comunali, hanno firmato il ‘patto per il turismo’, a valere per le sfide future dell’industria delle vacanze. La costa da Torre del Lago a Forte, nell’estate astronomicamente non ancora terminata, ha avuto problemi di presenze di villeggianti impensabili un anno fa. Problemi evidenziati, settimana per settimana, dalle inconsuete disponibilità alberghiere sui portali di prenotazione via Internet, a cominciare da Booking.com, sul quale a ridosso di Ferragosto sono apparse perfino offerte scontate.

La storica firma del ‘patto’ è avvenuta durante il convegno degli Stati Generali del Turismo voluto dalla direttrice de ‘La Nazione’ Agnese Pini, che ha introdotto il dibattito tra le analisi e le lagnanze delle associazioni di categoria, e i disclaimer e le promesse degli amministratori pubblici. Di particolare interesse la partecipazione del responsabile turismo della Regione Toscana, il dottor Francesco Tapinassi, che è entrato in una questione spinosa: la Versilia è l’unico Ambito turistico toscano non ancora operativo, e rischia di restare fuori dalla promozione regionale.

«La legge regionale 86 sugli Ambiti turistici – ha detto Tapinassi – ha previsto queste nuove aggregazioni di comuni, che danno gli input per attivare l’agenzia regionale per la promozione nel 2020. Portate a compimento l’Ambito e valorizzate la collaborazione con la Regione per far crescere il territorio attraverso la promozione turistica. Ma il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, presidente dell’Ambito, ha spiegato i ritardio con «l’esigenza di stilare la convenzione regionale che consideri le differenze tra le località versiliesi: entro ottobre tutti i consigli comunali approveranno questo atto». Non poteva mancare la discussione sui prezzi, visto che il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro ha sollevato il dubbio che «160 euro per un hotel a 3 stelle siano rispondenti ai servizi dati». Una tariffa giustificata, per Murzi, mentre Daniele Barbetti di Federalberghi ha sottolineato che «gli alberghi delle destinazioni che lavorano solo in stagione non possono vivere di weekend e ad agosto le tariffe sono più alte».

Da segnalare l’arretratezza delle infrastrutture (aeroporti e ferrovie, principalmente) sollevata da Gianni Masoni di Confesercenti; il «calo effettivo di presenze a luglio e agosto», ammesso dal solo sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto; le durissime critiche al prelievo fiscale, dall’Iva all’Imu, denunciate dal senatore azzurro Massimo Mallegni ai danni delle aziende del comparto. Ma un altro dato preoccupante, emerso dal dibattito, è l’arretratezza del sistema di rilevazione dei dati, quali arrivi e presenze di turisti, che impedisce di fare una programmazione seria in tempo reale. Tra le cause anche le dichiarazioni infedeli fatte dai gestori delle strutture ricettive, che però secondo Federalberghi riguardano principalmente chi affitta seconde case per le vacanze.

Francesca Navari
Beppe Nelli