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8 apr 2022

Siena torna a correre verso il Palio. Russi spariti, si punta alla qualità

Si misura il fatturato turistico dal numero di accessi alla Torre del Mangia. E il trend è in crescita

8 apr 2022
Siena punta al turismo di qualità anche con una ricca offerta artistica e museale
Siena punta al turismo di qualità anche con una ricca offerta artistica e museale
Siena punta al turismo di qualità anche con una ricca offerta artistica e museale
Siena punta al turismo di qualità anche con una ricca offerta artistica e museale

Siena, 9 aprile 2022 -  Il pulsante è nero. Chi lo pigia è al limite. Si è arrampicato sul tetto di Siena: la Torre del Mangia. I suoi 300 scalini s’attorcigliano l’uno sull’altro, come le 55mila vite che brulicano 90 metri sotto, in piazza del Campo. Il pulsante è lì apposta. Chi è ubriaco di fatica o claustrofobia lo preme. In pochi minuti i soccorsi montano sulla Torre. E calano giù il malcapitato. È successo il 29 settembre a un turista di 65 anni. Succedeva, prima del Covid, una decina di volte l’anno. Malori benigni. A Siena misurano il fatturato turistico. Nel 2019 quando sulla Torre salirono in 135mila, le chiamate furono cinque o sei. E le presenze in città, 1 milione e 200mila. Nel 2021, col monumento semi-chiuso e 24mila visitatori, zero sos.

«Quest’anno – sorride Nadia, guida senese – speriamo lo premano in tanti. Domenica c’era quasi il tutto esaurito. Le gite promettono bene. Sono già andata a prendere al terminal una scolaresca ogni due giorni: quasi 400 studenti italiani e spagnoli". Sugli ultimi Siena vuol rimangiarsi terreno. "La guerra in Europa non aiuta. Il grosso dei ‘big spender’ cinesi e russi è sparito". E con le frontiere chiuse per Covid, il Senese ha perso 248 milioni di euro in pernottamenti. In nome di quella ripartenza il sindaco Luigi De Mossi si è giocato un rimpasto: via l’assessore al Turismo, Alberto Tirelli, fiorentino. Dentro, Stefania Fattorini, commerciante e senese doc. Non una bocciatura. "Un’ottimizzazione strategica in vista di un momento cruciale" l’ha definita il sindaco. Una ‘senesizzazione’, l’hanno ribattezzata i maliziosi, per marciare verso il Palio del 2 luglio, il primo dopo due anni di stop. Quel momento cruciale si gioca, 90 metri a piombo sotto la Torre, nell’Entrone dove sbucheranno i cavalli delle Contrade. "Sarà un ritorno – commenta il sindaco – una festa di popolo".

De Mossi ci punta una buona fetta del mandato, la città qualcosa di più. Non solo i quattrini del sold-out in hotel. L’aveva capito Burckhardt, filosofo svizzero, nato nella rivalissima Firenze. "Il Palio - scrisse - è l’ultima manifestazione della storia di un’orgogliosa città libera". L’orgoglio resta. Forse per questo due mesi fa Opera Laboratori Fiorentini, azienda che gestiva il Santa Maria della Scala, un ‘mostro’ museale da 190mila ticket l’anno, s’è vista revocare dal Comune la convenzione. Al suo posto è entrata la società senese Sigerico. La baruffa è scoppiata al passaggio di consegne: Opera ha portato via gli arredi, Sigerico s’è ritrovata un pugno di mosche. Ora, dopo le gomitate, il complesso è pronto.

Ieri, dopo due anni hanno riaperto la caffetteria e il Museo Archeologico. Ma gli albergatori frenano. "In centro – riflette la presidente di Federalberghi, Rossella Lezzi – otto letti su dieci sono occupati. La Pasqua è qui, ma tre giorni di italiani non copriranno gli arrivi extraeuropei. Assisteremo a prenotazioni sotto data e per pochi giorni: turisti con capacità d’acquisto medio-bassa e molto esigenti". Passare dal mordi e fuggi di tre ore a tre giorni di qualità, è stata la battaglia di Siena: attirare cicloturisti sedotti da gare come Eroica e Strade Bianche. Gente da polpacci e musei, non da sbronze e movida. "Ma le città d’arte soffriranno crisi ricorrenti: la differenza potrebbe farla l’annullamento della tassa di soggiorno". Siena s’azzuffa ma costruisce. Non è la Babele dipinta da Grimmer e custodita nella Pinacoteca Nazionale, dove sei giorni fa all’apertura, si è formata la coda.

In queste ore soffia la polvere dal gioiello più pregiato: le 56 tarsie cesellate che compongono il pavimento del Duomo. Stregarono il Vasari: "È il più magnifico che mai fusse stato fatto". Nel 2019 l’hanno ammirato 2 milioni di visitatori. Il pavimento viene svelato solo vicino ai due Palii: dal 27 giugno al 31 luglio e dal 18 agosto al 18 ottobre. "Fateci una visita con consapevolezza – è l’invito dell’arcivescovo Augusto Paolo Lojudice - e un desiderio di rinascita verso la luce". E cita l’Apocalisse: "Poiché non vi sarà più notte". (3-continua)

 

Claudio Capanni

 

 

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