Firenze, 6 dicembre 2021 - Trovato e arrestato Stefano Marrucci, fiorentino di 55 anni, accusato di aver ucciso il 24 novembre con un colpo di pistola davanti alla sua abitazione di Comeana (Prato) Gianni Avvisato, 38 anni.

Gianni Avvisato, nel riquadro, ucciso a Comeana

Si conclude così dopo una dozzina di giorni la sua fuga e latitanza. Marrucci è stato individuato dai carabinieri in un affittacamere a Firenze. Già 12 ore dopo il delitto venne fermato l'uomo che era con lui, Andrea Costa, imbianchino di 35 anni indagato per omicidio volontario in concorso, il quale avrebbe svolto solo il ruolo di autista per l'agguato. Di Marrucci, invece, nessuna traccia per giorni, poi la svolta nelle indagini.

Intanto è stata fissata per il 10 dicembre, davanti al tribunale del riesame di Firenze, l'udienza per decidere della scarcerazione di Costa. La richiesta di scarcerazione è stata avanzata al riesame dai difensori del 35enne, avvocato Mattia Alfano e Massimo Nistri, che hanno chiesto per il loro assistito l'applicazione degli arresti domiciliari. Secondo quanto appreso, Costa sarà presente in aula.

L'arresto è avvenuto nella notte per opera dei carabinieri del nucleo investigativo di Prato, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Firenze e con l’ausilio di Reparti specializzati dell’Arma. Marrucci, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, è stato individuato domenica in un appartamento di Firenze, in via Andrea Catalani, adibito ad affittacamere.

La pistola sequestrata

Conoscendo la pericolosità del latitante - già in passato infatti si era macchiato di gravi fatti di sangue anche con l’uso di armi - i carabinieri hanno aspettato l’arrivo della notte e, dopo aver circondato lo stabile, hanno fatto irruzione. Marrucci è stato sorpreso nel sonno, in compagnia della moglie, di origini sudamericane. Accanto a sé aveva una pistola semiautomatica calibro 9x19, con colpo in canna. Il blitz dei carabinieri è stato così fulmineo che Marrucci non ha fatto in tempo a prendere la pistola, risultata rubata  nel 2014 da un’abitazione in provincia di Livorno. Adesso saranno effettuati tutti i test necessari per stabilire se quella pistola sia la stessa usata nell'omicidio.

Le granate stordenti

Nel blitz  sono state usate alcune 'flashbang', le granate stordenti non letali che sono in uso ai reparti speciali delle forze dell'ordine. Il ricercato, come gli inquirenti sapevano, era armato di una pistola. E in numerose occasioni aveva mostrato di usare con disinvoltura le armi da fuoco contro le forze dell'ordine. Per questo i 30 agenti intervenuti assieme ai carabinieri di Prato hanno utilizzato nell'affittacamere di via Catalani questi ordigni stordenti, alla cui esplosione si genera un intenso lampo luminoso che stimola i fotorecettori delle cellule dell'occhio, provocando un accecamento di circa cinque secondi. Inoltre il rumore generato dalla granata ha lo scopo di assordare il nemico andando ad influenzare il liquido presente nelle orecchie provocando una perdita d'equilibrio. Lo scopo dell'arma è quello di stordire, confondere e paralizzare per alcuni secondi l'obiettivo e di poter operare azioni tattiche in maggior sicurezza.

 

Le accuse 

A carico di Marrucci adesso pendono varie accuse: omicidio aggravato, detenzione e porto di arma da fuoco, evasione dalla detenzione domiciliare, che stava espiando a Firenze, e detenzione di arma e munizionamento da guerra. Nell’appartamento, al momento dell’irruzione, c'erano altre tre donne che dormivano in un’altra camera, anch’esse sudamericane, sul conto delle quali gli inquirenti stanno indagando.

Adesso Marrucci è in carcere alla Dogaia di Prato, a disposizione del sostituto procuratore Massimo Petrocchi, titolare dell’indagine.