“Neve di carta”: il Rotary Club Firenze celebra il Giorno della Memoria

La cantautrice e storica Letizia Fuochi porta in scena la storia degli ebrei ashkenaziti, accompagnata dal musicista Frank Cusumano. L’evento, organizzato dall’Associazione La Nottola di Minerva, incanta il pubblico e fa riflettere

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

Firenze, 30 gennaio 2024 – Non una semplice lettura accompagnata da buona musica, ma un’atmosfera emozionante, una testimonianza viva e toccante quella che si respirava ieri sera a Villa Olmi, quando la cantautrice Letizia Fuochi, magistralmente accompagnata dalla chitarra di Frank Cusumano, ha dato vita allo spettacolo “Neve di carta”, organizzato dall’Associazione La Nottola di Minerva per i soci del Rotary Club Firenze, in occasione del Giorno della Memoria. Le parole erano ricordi, le musiche identità e tradizione che hanno trascinato il pubblico in un autentico viaggio alla scoperta del popolo ebraico, uno dei più antichi della terra, attraverso un’alternanza di racconti e canzoni, storie e leggende illustrate attraverso le emozioni di chi ha vissuto in tempi e modi diversi le vicende che noi tutti - almeno parzialmente e almeno per sentito dire - non possiamo che conoscere. “Questo spettacolo è il risultato di un lungo percorso di lavoro – ha spiegato Stefania Costa, presidente de La Nottola di minerva -. Neve di carta risponde a domande come “Chi sono gli ebrei ashkenaziti? Quale differenza esiste tra antigiudaismo e antisemitismo? Qual è la genesi dell’umorismo ebraico? Domande e risposte che si intrecciano in un racconto serrato, ricco di riferimenti storici, in cui musica klezmer e lingua yiddish sostengono ricordi personali e memoria collettiva. Primo Levi ci rammenta che «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario»: il presupposto, questo, da cui Letizia Fuochi - cantautrice, interprete e storica - insieme al chitarrista Francesco Frank Cusumano, ha dato vita e voce a uno spettacolo intenso, dai molti registri emozionali, pensato per giovani e adulti, in cui lacrime e risate si intrecciano, ci commuovono, ci rendono un po’ più consapevoli e meno distratti. Perché la Memoria è il futuro”.