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3 gen 2022
roberta della maggesa
Cronaca
3 gen 2022

E ora la Liguria alza la bandiera arancione. Toti: "Obbligo vaccinale per chi lavora"

Il governatore favorevole alla linea dell’intransigenza. Scuola "da tutelare e quarantene ridotte". Nella provincia della Spez ia contagi record

3 gen 2022
roberta della maggesa
Cronaca

La Spezia, 4 gennaio 2022 - La Liguria sta per alzare bandiera l’arancione . E l’ultimo report diffuso dalla Regione – con gli ospedalizzati a quota 578, 21 in più rispetto alle 24 ore precedenti, quando la sola provincia della Spezia aveva fatto registrare la cifra record di 526 nuovi contagi – ha messo il sigillo su una previsione con la quale il governatore Giovanni Toti fa i conti ormai da settimane.

Presidente, la variante Omicron ha causato un'impennata impressionante di contagi in tutto il Paese, ma la Liguria è la prima regione ad avvicinarsi alla fascia arancione. Come si spiegano tassi di positività così importanti?

La Liguria paga la vicinanza con uno dei più grandi focolai europei, la regione della Costa Azzurra, che ha causato elevati tassi prima di positività, poi una forte pressione sui pronto soccorso dell’estremo ponente e, via via, una diffusione nel savonese e, in misura minore, nel resto della regione. La seconda causa è una demografia che in Liguria è fortemente spostata verso le fasce di età più elevate. Gli indicatori per il passaggio tra le diverse zone sono concentrati sulla pressione ospedaliera, e il rischio nelle persone anziane è molto più elevato. La nostra situazione demografica, rispetto alla media italiana, causa il 25% in più di accessi nei nostri ospedali. 

 

Oltre al numero di positivi, preoccupano le percentuali di ricovero di pazienti Covid in terapia intensiva e nei reparti ordinari. La situazione è sotto controllo?

Stiamo vivendo un momento di grande lavoro per i nostri ospedali, e come sempre gli operatori sanitari sono in prima linea, con abnegazione e dedizione. Negli ultimi giorni stiamo registrando un segnale importante: gli accessi e i nuovi ricoveri sono costanti negli ultimi 12 giorni. L’aumento degli accessi che abbiamo osservato nell’ultimo mese si sta affievolendo. L’onda lunga di questi accessi, purtroppo, manterrà una pressione elevata ancora per qualche tempo. Ma non dobbiamo comunque dimenticare che, grazie ai vaccini, nonostante una forte circolazione del virus, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso oggi abbiamo un numero di pazienti ospedalizzati assai inferiore, con la quasi totalità dei ricoverati in terapia intensiva non vaccinati.  In altre parole, grazie alla campagna vaccinale, a cui ha aderito quasi il 90% della popolazione ligure over 12, la situazione è notevolmente diversa rispetto a un anno fa. Inoltre abbiamo sviluppato nuove armi per combattere la malattia, penso agli anticorpi monoclonali: su questo fronte la Liguria è stata pioniera con l’Ospedale Policlinico San Martino ed è tra le prime regioni in Italia per il loro utilizzo in rapporto alla popolazione.

 

Il 10 i ragazzi tornano sui banchi di scuola. Cosa pensa della proposta di introdurre la dad per i non vaccinati?

Non sono d’accordo. Trovo che non sia accettabile far ricadere sui bambini, che hanno molto sofferto le conseguenze e l’isolamento dovuto alla pandemia, scelte imputabili ai loro genitori. Riterrei però molto utile ed efficace prevedere regole diverse per la quarantena con periodi di isolamento molto più brevi, sulla falsa riga di quanto previsto per gli adulti. 

 

Il governo ha responsabilità sulla situazione attuale?

Assolutamente no, anzi, credo si debba essere orgogliosi di come l’Italia ha affrontato e sta affrontando la pandemia, introducendo misure che sono state poi adottate anche da altri Paesi. Se è vero che le Regioni hanno svolto un ruolo centrale nella gestione dell’emergenza sul territorio, è altrettanto vero che lo hanno fatto sempre in collaborazione con il governo, in particolare con la struttura commissariale e il ministero della Salute che spesso hanno recepito i nostri suggerimenti e le nostre istanze. Le politiche sanitarie adottate nel nostro Paese, anche con l’introduzione del Green pass, stanno consentendo all’Italia di rimanere aperta, di continuare a vivere e a lavorare con la stragrande maggioranza degli Italiani, quelli vaccinati, che stanno trascorrendo queste festività con la propria famiglia o in vacanza. In questo modo abbiamo scongiurato ulteriori chiusure che difficilmente potremmo sopportare dal punto di vista economico e sociale. 

 

Ci spiega più precisamente cosa intende quando parla di cambiare i criteri per l'attribuzione del colore alle regioni?

La mia posizione è chiara: le eventuali restrizioni, in caso di peggioramento della situazione, dovrebbero valere solo per i non vaccinati, con estensione delle limitazioni solo per questa categoria. È di fatto la scelta adottata dal Governo con le ultime disposizioni che estendono l’utilizzo del green pass rafforzato. E’ evidente che, in questa circostanza, il cambio di zona ha senso in relazione esclusivamente alle restrizioni per le persone non ancora vaccinate. Non dobbiamo dimenticare, poi, che il criterio principale per il cambio di zona è quello dei ricoverati in ospedale: una parte dei pazienti, tuttavia, si trova in ospedale per altre patologie ed è risultato positivo al Covid, asintomatico, a seguito dei controlli di routine. Il computo anche di questi soggetti tra i ricoverati Covid è un tema che le Regioni hanno già sollevato e che ritengo dovrebbe essere tenuto in considerazione anche dal governo. 

 

Lei è a favore dell'obbligo vaccinale. Perché?

Perché i vaccini hanno dimostrato e stanno dimostrando la loro efficacia nel ridurre decessi e ospedalizzazioni. Basti pensare che abbiamo registrato 156 decessi negli ultimi due mesi del 2021 a fronte dei 1097 dello stesso periodo del 2020, 7 volte in meno. La variante Omicron, la più contagiosa in assoluto, ha fatto schizzare i casi positivi ma la maggior parte dei liguri sta affrontando la malattia a casa, praticamente come un'influenza. La differenza la fa solo il vaccino, l'unica arma per evitare le conseguenze peggiori del Covid. E solo con i vaccini, che dimostrano di funzionare anche sulla Omicron, vinceremo questa guerra contro il virus. Dal mio punto di vista l’obbligo vaccinale per il mondo del lavoro è dunque necessario: il Paese non può più permettersi chiusure, né di fermarsi o rallentare. C’è anzi necessità di crescere e cogliere le opportunità che questa ripartenza ci offre, a tutti i livelli. E soprattutto il Paese non può essere ostaggio di una minoranza rumorosa ma residuale, che si ostina a sostenere posizioni antiscientifiche. 

 

Al momento abbiamo milioni di positivi asintomatici e si corre il rischio di chiudere in casa gente che ha bassa probabilità di trasmettere il virus. Cosa pensa della possibilità di ridurre la quarantena a 5 giorni per gli asintomatici? 

 

Penso sia una misura di buon senso: grazie ai vaccini la quarta ondata è significativamente diversa dalle precedenti. Inoltre, secondo gli esperti, chi, vaccinato, risulta positivo al Covid ha comunque una carica virale molto più bassa con una possibilità di trasmettere in virus assai ridotta. L’obiettivo condiviso dev’essere quello di vaccinare tutta la popolazione vaccinabile e trovare una modalità di convivenza con il virus. Dobbiamo uscire dalla visione del Covid come malattia devastante ed entrare nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse.

 

 

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