Roma, 21 giugno 2021 - Sono 495 i nuovi casi di coronavirus in Italia secondo i dati forniti dalla Protezione Civile lunedì 21 giugno. Ci sono anche 21 decessi.

Tamponi

Ovviamente la bassa cifra di nuovi positivi viene fuori anche da un minor numero di tamponi, come accade ogni lunedì. Sono 81.752 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 150.522. Il tasso di positività è dello 0,61%, sostanzialmente stabile rispetto a ieri quando era allo 0,59%.

Vaccini

Sono 45.909.953 le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate in Italia, il 92,5% del totale di quelle consegnate, pari finora a 49.643.243 (nel dettaglio, 33.693.722 Pfizer-BioNTech, 4.540.104 Moderna, 9.667.416 Vaxzevria-AstraZeneca e 1.742.001 Janssen). I vaccinati che hanno completato il ciclo sono 15.725.517, il 28,99% della popolazione over 12. E' quanto si legge nel report online del commissario straordinario per l'emergenza sanitaria aggiornato alle 21.09 di ieri sera, 20 giugno.

Intanto sul fronte dei dati, ieri sono stati 881 i positivi al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore (ieri 1.197) su 150.522 tamponi effettuati;  17 invece le vittime (ieri 28), calano di 5 unità (ora 389) le persone ricoverate in terapie intensiva. E' quanto emerso dal quotidiano bollettino sul coronavirus emesso da Protezione civile e ministero della Salute.

I casi dall'inizio dell'epidemia sono 4.252.976, i morti 127.270. I dimessi ed i guariti sono invece 4.037.996, con un incremento di 2.304 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi scendono a 87.710, in calo di 1.440 nelle ultime 24 ore. In isolamento domiciliare ci sono 84.877 persone.

Toscana, solo 55 nuovi casi in 24 ore

Sono solo 55 i nuovi casi di coronavirus registrati nella giornata di domenica 20 giugno. Il tasso di positivi sui primi tamponi si assesta invece all'1.4%. E' quanto registra la Regione nei dati del bollettino. 

Bollettino coronavirus Toscana 20 giugno, i numeri

​​​Zona bianca

Quasi tutto il Paese in zona bianca e senza coprifuoco da domani e - forse - molto presto senza l'obbligo di mascherina all'aperto. L'ultimo simbolo del Covid sta per cadere anche in Italia, ma la data definitiva su questa disposizione non arriverà prima della prossima settimana e ancora una volta sarà il Comitato Tecnico Scientifico a fornire il proprio parere al Governo. Gradualmente si torna alla quasi normalità anche nei trasporti pubblici, dove in alcune Regioni già bianche - come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte - è stata anche 'allargatà la capienza dei bus, passando dal 50% all'80%.

Mascherine, tema caldo

La necessità di fissare «modalità e termini della permanenza dell'obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie all'aperto» resta al momento la priorità sulla quale si discute a livello nazionale. Dopo l'annuncio del premier Mario Draghi, il quale aveva anticipato la richiesta di una valutazione al Cts, è stato poi lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, a chiedere formalmente agli scienziati un parere ufficiale e definitivo. Gli esperti si riuniranno la prossima settimana per un primo incontro, dal quale non è ancora chiaro se possa già emergere un pronunciamento univoco.

Le date possibili

Sulla fine dell'obbligo di mascherina - per il momento solo negli spazi all'aperto a meno che non ci si trovi in una situazione in cui è impossibile garantire il distanziamento - già ci sono alcune date possibili e si fa sempre più compatto il fronte di chi spinge per inizio luglio, forse il 5, o comunque non più tardi del 12 del prossimo mese. L'ipotesi sarebbe quella di accelerare i tempi della decisione, ma resta anche molta cautela a causa della diffusione delle varianti, su cui ci saranno più certezze solo nelle prossime settimane. Sembra però certo che si potrà stare senza mascherina solo nei luoghi all'aperto e dove non ci sono rischi di assembramento perché, altrimenti, andrà sicuramente indossata. Pressioni indirette sulla questione sono arrivate negli ultimi giorni a causa di provvedimenti simili annunciati in Spagna (dal 26 giugno) o già in vigore in Francia da giovedì scorso.

Nel resto d'Europa, invece, Belgio, Olanda, Austria, Svizzera e alcuni lander della Germania non è stato mai imposto l'obbligo, così come nel Regno Unito. Il Comitato Tecnico Scientifico è chiamato a pronunciarsi anche sull'apertura delle discoteche, tema sul quale - dopo un primo incontro - il Cts si è riservato ulteriori approfondimenti: anche questa riapertura potrebbe essere disposta dal Governo da inizio luglio e sicuramente con l'obbligo del green pass.

Il tema vaccini

"I risultati leggiamoli così: è normale che sui 7 vaccini che abbiamo sviluppato in un anno e che sono arrivati più avanti, due abbiano avuto problemi. Mi riferisco a CureVac sull'efficacia", risultata al 47%, sotto le attese e sotto la soglia indicativa di successo, "e a Sanofi che ha avuto problemi tecnici e ritardi. Dall'altro lato abbiamo altri 5 vaccini, se includiamo anche Novavax che ha avuto bellissimi risultati, che funzionano benissimo. Se tutti e 7 avessero funzionato, avrei detto che avremmo avuto una fortuna impossibile come genere umano. Tutto questo è normale. E' normale che su 3 vaccini a mRna uno abbia un problema. Non è un dramma". Così all'Adnkronos Salute Sergio Abrignani, immunologo dell'università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus, commenta i risultati ad interim comunicati da CureVac.

"Vedremo di cosa si tratta. Ci possono esser almeno 5-6 motivi per cui i vaccini non funzionano in fase 3. Vedremo se è dovuto alla formulazione, al dosaggio o a dati di fase 1 sovrastimati. L'azienda probabilmente lo sa già. Io ho lavorato per 20 anni nel campo dei vaccini e posso dire che è normalissimo che qualcuno caschi in fase 3, o abbia intoppi in fase 1 come Sanofi. Meno male che il primo vaccino che abbiamo avuto ha funzionato benissimo. Altrimenti immagino la depressione che avremmo provato in quel contesto se ci fossero stati problemi. Oggi è diverso. I vaccini li abbiamo". Ora CureVac potrebbe "correggere il tiro e arrivare al traguardo, ma bisogna capire quale è il problema. Tutto è riparabile, dipende da quanto tempo ci si mette", ragiona Abrignani. "Uno dei problemi a cui è stato attribuito il risultato sotto le attese di CureVac è la presenza di varianti ma la risposta è che Novavax ha funzionato al 60-70% anche contro la variante sudafricana che è fra le più problematiche. E anche Pfizer contro l'indiana in Gb sembra abbia un'efficacia del 79-80%. Su CureVac aspettiamo i dati definitivi. Ma ricordiamo che non è un dramma, abbiamo abbastanza vaccini e ne arriveranno altri come appunto Novavax e Sanofi. Quelli che abbiamo ora sono fantastici e stanno aumentando la capacità produttiva".

Salvini vuole togliere le mascherine all'aperto

"Ne parlerò con Draghi, sarà una nostra proposta sicuramente. Se tutta Europa sta andando in questa direzione, anche in realtà messe meno bene di noi, dobbiamo considerare anche noi questa opportunità". Così il leader della Lega, Matteo Salvini rispondendo alla domanda se chiederà esplicitamente al premier Draghi di togliere l'obbligo di mascherine all'aperto, come succede da oggi in Francia. Salvini l'ha detto a 'Radio anch'io', in onda su Rai Radio 1.

Lo stato di emergenza

"Sono assolutamente favorevole alla proroga dello stato d'emergenza. Non è finita, anche se siamo sicuramente in una fase positiva. Ma, nel mondo, la pandemia ancora c'è. Nel 2021 ha fatto più morti che nel 2020. Quindi bisognerà continuare a stare attenti". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito alla possibile proroga, al 31 dicembre, dello stato di emergenza in scadenza il 31 luglio.