Enrico Rossi in visita all'albergo Delizia e Genovese
Enrico Rossi in visita all'albergo Delizia e Genovese

Firenze, 8 aprile 2020 - La Toscana dice basta alla quarantena a casa che, in molti casi, è stata causa di contagi all’interno delle famiglie. Ieri il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha lanciato l’apertura degli alberghi sanitari a tutti i pazienti positivi che siano al momento in isolamento a domicilio. Persone che in ospedale non sono mai andate, perché in condizioni di salute buone nonostante la positività al Coronavirus, e pazienti che dall’ospedale sono stati dimessi perché guariti clinicamente, pur avendo ancora traccia del virus ed essendo quindi contagiosi.
 

Le novità sono contenute in una nuova ordinanza firmata dal governatore della Toscana e illustrata con un video su Facebook. "Negli ospedali la situazione sta migliorando – ha detto Rossi - diminuiscono i ricoveri e non solo quelli in terapia intensiva. Ma non è il momento di abbassare la guardia: vanno ridotti i rischi di nuovi contagi".
 

Da qui l’idea di offrire a tutti i 3.500 pazienti toscani positivi che oggi sono in isolamento nella propria abitazione la possibilità di trasferirsi ed essere assistiti in alberghi sanitari. "Gli alberghi sanitari offrono migliori garanzie di isolamento – ha proseguito il governatore – e qui le Asl dovranno assicurare ogni giorno almeno una visita da parte di medici e infermieri. In queste strutture le condizioni di salute potranno essere monitorate in modo costante e continuo, cosa più difficile a casa". Il trasferimento non sarà comunque obbligatorio: saranno i pazienti a decidere cosa fare e a comunicarlo alle Usca, le unità mobili di infermieri e medici, che da alcuni giorni stanno raggiungendo abitazioni e Rsa.

«L’invito – ha concluso Rossi – è ad accettare l’offerta. Chi poi volesse rimanere a casa dovrà firmare una dichiarazione in cui rinuncia al trattamento proposto". Il tema degli alberghi sanitari non è nuovo in Toscana. Da settimane la Regione ha stretto contatti con i rappresentanti delle varie associazioni di categoria degli albergatori, individuando strutture adatte allo scopo. In parallelo sono stati scelti altri edifici adattabili a questa funzione. Finora però, si era pensato di dedicare queste strutture principalmente all’ospitalità di medici e infermieri, appena assunti proprio per far fronte all’emergenza Coronavirus e quindi spesso provenienti da zone diverse d’Italia o da altre città.
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