Alluvione, c’è un tunnel sotto Campi. Ecco perché quella notte l’argine non ha tenuto

Una scoperta clamorosa quella fatta dai tecnici della Regione e del Genio civile e che sarebbe alla base degli allagamenti del novembre scorso

Campi Bisenzio (Firenze), 4 aprile 2024 – Un tunnel alto almeno un metro e mezzo e profondo diversi metri rispetto alla superficie del terreno. E’ una scoperta clamorosa quella fatta dai tecnici della Regione e del Genio civile che si stanno occupando dei lavori di messa in sicurezza idraulica del muro di contenimento del torrente Marina, a ridosso di Villa Montalvo, edificio che ospitava la biblioteca e alcuni uffici comunali. Un immobile storico, realizzato all’inizio del XIV secolo e che ha conosciuto nel corso dei secoli numerosi passaggi di proprietà.

La clamorosa scoperta
La clamorosa scoperta

Già perché la presenza di questo tunnel, tuttora pieno d’acqua, potrebbe essere una delle cause – se non la causa principale – del cedimento del muro stesso, nel novembre scorso, che di fatto ha riversato sul territorio campigiano oltre due milioni di metri cubi d’acqua. Con il 70 per cento del Comune rimasto alluvionato e ventimila cittadini che hanno visto le loro case più o meno danneggiate e, in tantissimi casi, andare via in pochi minuti i ricordi di una vita. Si è parlato molto in questi mesi del cedimento di quel muro: se non fosse successo, infatti, i danni sarebbero stati contenuti al massimo, visto che gli argini del Bisenzio, il fiume principale che attraversa Campi, avevano tenuto. Una scoperta certificata ieri mattina quando a Villa Montalvo c’è stato un sopralluogo che ha visto presenti, oltre alla stessa Regione, con l’assessore alla protezione civile Monia Monni, la Soprintendenza ABAP di Firenze, Pistoia e Prato, il Genio civile e la Protezione civile regionale.

Tutto è nato, un mese fa, da un ‘gorgoglio’ d’acqua che fuoriusciva dal terreno e che ha subito insospettito chi era sul posto. Da lì è partita un’opera di scavo che ha portato alla luce il tunnel, completamente interrato e che ha una connessione diretta con la Marina. Non una scoperta di rilevanza archeologica, ma che comunque affonda le proprie radici nella storia della villa. Con un’altra questione da derimere, quella della sua lunghezza: il tunnel, infatti, è tuttora pieno d’acqua e non consente di essere esplorato. Ma quanto emerso durante il sopralluogo potrebbe interrompersi pochi metri dopo lo scavo così come potrebbe estendersi sotto i terreni posti di fronte alla villa.

Quello che tuttavia sembra probabile, da quanto emerso ieri, è che nei giorni della piena, quando era ricolmo d’acqua, abbia contribuito a far cedere il terreno sotto il muro che fa da argine facendolo crollare. "Un’opera – ha detto l’assessore Monni - di cui non c’era alcuna traccia nell’archivio e nei documenti relativi alla storia della villa".