La maschera mortuaria di Tutankhamon
La maschera mortuaria di Tutankhamon

Firenze, 26 novembre 2021 - Il suo regno fu effimero ma la sua fama eterna. Diventato Faraone quando era ancora un bambino, morì ad appena 18 anni. Tutankhamon, vissuto nel 14esimo secolo a.C. era stato sepolto insieme a un tesoro inestimabile. La sua tomba venne ritrovata intatta il 26 novembre 1922 , a Luxor, sulla sponda sinistra del Nilo. Dall’archeologo inglese Howard Carter, dopo 10 anni di ricerche nella Valle dei Re, la necropoli dei faraoni. La sua mummia portava sul capo l’oggetto più famoso dell’iconografia egiziana: la maschera mortuaria d’oro massiccio, con lapislazzuli e paste vitree. Il corredo funebre, eccezionalmente ben conservato, consisteva in oltre 5mila pezzi.

Se la camera funeraria venne scoperta nel 1922, alla mummia di Tutankhamon si arrivò solo nel 1925, perché il faraone era custodito, oltre che in un massiccio sarcofago d’oro, all’interno di altri due incastrati l’uno nell’altro. Il cadavere, totalmente imbalsamato, era ricoperto di gioielli e amuleti. Nel suo breve periodo di regno, Tutankhamon riportò la capitale dell’Egitto a Tebe, fece creare la Stele della restaurazione, una grande pietra piatta in cui venne inciso il racconto di come ristabilì il culto del dio Amon. Eppure quel Re bambino, così potente anche nel nome che significa ‘Immagine vivente di Amon’, non godeva di buona salute. E il precoce decesso non avvenne a causa di un assassinio, ma per malattia. Le analisi hanno messo in evidenza che soffriva di una patologia che lo costringeva a camminare appoggiandosi ad un bastone. Nella sua tomba, infatti, ne sono stati rinvenuti moltissimi. Una Tac eseguita nel 2005 ha rivelato che ad ucciderlo, dopo una caduta che gli procurò una frattura al femore sinistro, fu una gangrena fulminante. L’infezione ne avrebbe provocato la morte per setticemia. E di certo si sa anche che, nella sua breve vita, il giovane faraone venne colpito dalla malaria.

Nell’antico Egitto, anche se un Re moriva all’improvviso, si avevano 70 giorni - il tempo necessario prima che si portasse a termine l’imbalsamazione - per riempire il sepolcro a lui destinato, con oggetti che secondo le usanze potevano essergli utili nell’Aldilà. I faraoni iniziavano ad accumulare tesori da portare nella propria tomba al momento dell’ascesa al trono, ma il giovane Tutankhamon nonne ebbe il tempo, visto che la sua morte avvenne probabilmente in maniera inaspettata, oltre che prematura. Secondo alcuni archeologi, impegnati tutt’ora nelle ricerche, queste circostanze spinsero a preparare la sua sepoltura nella tomba della regina Nefertiti, da molti considerata la madre del giovane faraone,  e a sigillare le vie d’accesso tra le due camere sepolcrali con porte nascoste.

La fama della tomba di Tutankhamon, oltre che all’inestimabile tesoro ritrovato, è legata anche alle voci sulla misteriosa maledizione che avrebbe colpito inaspettatamente tutti coloro che parteciparono alla spedizione di ricerca. Sembra che sul sarcofago del faraone fosse riportata la frase: «La morte sopraggiungerà su rapide ali per colui che disturba la pace del re». Si iniziò a parlare di maledizione nel 1923 quando Lord Carnarvon, finanziatore della spedizione di Carter, a febbraio, tre mesi dopo la scoperta, fu punto da un insetto. Nonostante l’immediato trattamento con tintura di iodio, il nobile inglese venne costretto a letto da una fortissima febbre che presto si trasformò in polmonite. A causa dell’infezione morì dopo una lunga agonia il 5 aprile del 1923, a il Cairo. Tuttavia, delle 26 persone presenti all’apertura della tomba, solo sei morirono nell’arco dei dieci anni successivi. Delle 22 presenti all’apertura del sarcofago, solo due morirono nei successivi dieci anni mentre delle 10 persone presenti allo sbendaggio della mummia, nessuna morì nei dieci anni successivi. La stessa Lady Evelyn, figlia di Carnarvon, che partecipò attivamente alle fasi iniziali della scoperta della tomba, nata nel 1901, morì nel 1980, mentre il medico D.E. Derry, che eseguì la prima autopsia sul corpo di Tutankhamon, morì nel 1969, all’età di 87 anni. Dunque la maledizione, oltre che un’ottima trovata pubblicitaria, altro non era che un tentativo di contrastare eventuali furti nella tomba.

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Don Luigi Sturzo nato il 26 novembre 1871 a Caltagirone. È stato un sacerdote e politico italiano. Ha detto: “La libertà è come l’aria: si vive nell’aria. Se l’aria è viziata, si soffre. Se l’aria è insufficiente, si soffoca. Se l’aria manca, si muore”.