28 dicembre 1943, l’80esimo anniversario dell’eccidio dei fratelli Cervi

Sono annoverati tra i più grandi simboli di Resistenza

Fratelli Cervi (foto Ansa)

Fratelli Cervi (foto Ansa)

Firenze, 28 dicembre 2023 - Era il 28 dicembre del 1943 quando vennero fucilati i sette fratelli Cervi: Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio insieme anche al partigiano Quarto Camurri nel poligono di tiro a Reggio Emilia. Quest'anno ricorre l'80esimo anniversario dall'eccidio fascista dei protagonisti di una storia tra i più grandi simboli di Resistenza. Se negli ultimi decenni la Pastasciutta Antifascista è divenuta una ricorrenza nazionale ed è celebrata oggi in ogni parte di Italia, dalla Sicilia al Friuli, e anche all'estero, dalla Germania agli Stati Uniti, non bisogna dimenticare che nacque proprio a casa Cervi. Uno storico gesto dei fratelli che offrirono un pasto agli abitanti durante la Resistenza, esattamente il 27 luglio del '43. Cervi era una famiglia di gran lavoratori, che nel 1939 acquistarono con enormi sacrifici il primo trattore della zona per fare un passo avanti mentre alla sera nel tepore della stalla leggevano testi come “La buona terra”, della scrittrice americana premio Nobel Pearl Buck che narrava il sogno di riscatto dei contadini cinesi. Famiglia numerosa, si spaccarono la schiena per rendere coltivabile un terreno ostile di gobbe e crepe che acquistarono a Gattatico negli anni Trenta dove piantarono i primi tralci di vite americana. Padre Alcide, mamma Genoeffa e i sette figli, erano tutti di sentimenti antifascisti. La guerra non li distrasse dal lavoro, ma tutta la famiglia scelse da che parte stare: contro il fascismo. Dopo il 25 luglio, alla caduta del Duce, nonostante la guerra continuasse al fianco dei tedeschi, fecero una grande festa sull’aia invitando decine di vicini, paesani, parenti, amici vicini e lontani per la famosa pastasciutta antifascista, oggi rimasta come celebrazione storica. Fu un momento di festa in un momento buio della storia. Si procurarono la farina, e per preparare tutti quei chili di pasta decisero di prendere a credito dal caseificio burro e formaggio. E per quelli che non si erano seduti alla loro tavola, caricarono il carro e portarono la pasta in piazza per distribuirla alla gente del paese. Le pentole fumarono per ore, vennero cotti dieci quintali di pasta. Cominciarono poi a dare una mano alla Resistenza mentre l’Italia franava verso la sconfitta, dando rifugio ai partigiani e agli alleati fuggiti dalla prigionia, nascondendo armi nel fienile. Un attivismo che non passò inosservato ai nazisti e ai repubblichini. Alcuni dei fratelli Cervi salirono anche in montagna, poi tornarono ai Campi rossi, la loro azienda, per appoggiare la Resistenza in pianura. All’alba del 23 novembre 1943 un plotone di militi circondò casa Cervi, ne nacque un furioso scontro a fuoco. I fratelli contadini dovettero arrendersi, furono arrestati e il loro casolare, sogno dell’agricoltura del futuro, venne dato alle fiamme. Vennero arrestati anche papà Alcide e un altro partigiano. Mentre questi furono poi rilasciati i sette fratelli furono fucilati. Papà Cide pianse a lungo rimasto solo, le lacrime scesero lungo i solchi profondi del suo viso di agricoltore. Ai conoscenti che cercarono difficili parole per rincuorarlo disse: "Dopo un raccolto ne viene un altro, bisogna andare avanti". Nasce oggi Michel Petrucciani nato il 28 dicembre del 1962 ad Orange, in Francia. Artista prodigio, era affetto dalla nascita dalla osteogenesi imperfetta nota come 'Sindrome delle ossa di cristallo', che non gli permise di superare l'altezza di 102 cm. È stato tra i più importanti pianisti jazz, e tra le molte collaborazioni spiccano quelle con Wayne Shorter e Jim Hall, su disco e in concerto. Morì nel 1999, a soli 37 anni. Una delle sue frasi celebri: “Vivo in un mondo di giganti. Sono l'unico normale, ma devo compiacerli”.