Maurizio Costanzo
Cronaca

13 maggio 1994, esce 'Il Corvo': il film maledetto. Brandon Lee e la morte sul set

Come il personaggio di Eric Draven, anche Brandon Lee doveva convolare a nozze dopo aver terminato le riprese. Ma la morte dell’attore è solo una dele bizzarre tragedie capitate al cast, alla troupe e al set

Brandon Lee nel film 'Il Corvo' (foto Ansa)

Brandon Lee nel film 'Il Corvo' (foto Ansa)

Firenze, 13 maggio 2024 – Diventare una leggenda del cinema per un solo film che neppure riesci a finire perché vieni ucciso sul set per uno stupido errore. È questo il destino beffardo e folle che il fato ha scritto per Brandon Lee, figlio del più grande interprete di arti marziali e di film di kung fu della storia, Bruce Lee, ucciso da un proiettile vero sparato da una pistola che doveva essere caricata a salve in una delle scene finali di 'Il Corvo' di Alex Proyas. Come il personaggio di Eric Draven, ucciso poco prima di sposarsi con la sua amata Shelly, anche Brandon Lee, morto per un incredibile incidente sul set, doveva convolare a nozze con la fidanzata Eliza Hutton il 17 aprile in Messico dopo aver terminato le riprese del film. Malgrado fosse giovane e non avesse interpretato grandi film di successo - sei pellicole in tutto di cui una per la tv e un paio di serie televisive - ai suoi funerali parteciparono più di quattrocento persone tra cui grandi attori come David Carradine, Steven Seagal, David Hasselhoff, Chuck Norris, Kiefer Sutherland, James Coburn, Dolph Lundgren, Dan Inosanto, John Lee Hancock e Don Wilson. La salma venne inumata presso il Lake View Cemetery di Seattle, accanto a quella del padre Bruce Lee, morto quando Brandon aveva otto anni. Le indagini, finché furono portate avanti, dimostrarono quanto l'evento fosse dovuto a una sfortunata circostanza non imputabile a nessuno (e nessuno fu imputato visto che gli eredi dell'attore accettarono un risarcimento extragiudiziale milionario per ritirare la denuncia). Secondo i produttori per una scena di un primo piano del tamburo della pistola furono inseriti proiettili veri a cui erano state tolte innesco e polvere da sparo.

Per errore uno dei proiettili non venne però privato dell'innesco e il revolver venne lasciato carico anche dopo la scena. Quando il grilletto della pistola fu successivamente premuto, l'innesco rimasto ebbe abbastanza forza da spingere comunque l'ogiva fino a metà canna, inceppando l'arma. Al momento della scena fatale, la pistola venne caricata con proiettili a salve (munizioni fornite di polvere da sparo ma prive di ogiva, in modo da emettere il suono dello sparo senza però che avvenga effettivamente lo sparo) ma quando venne esploso il colpo l'ogiva precedentemente incastrata nella canna venne sparata allo stomaco di Brandon. L'attore, allora 28enne, fu ricoverato d'urgenza al "New Hanover Regional Medical Center" di Wilmington (Carolina del Nord), dove morì dopo una vana operazione di circa 12 ore.

Mancavano otto giorni alla fine delle riprese del film che lo vedeva protagonista, 'Il corvo' di Alex Proyas, basato sul fumetto omonimo di James O'Barr. Lee aveva completato quasi tutte le battute e lo staff decise di lasciare alla fine le scene dei flashback di Eric e la fidanzata Shelly, in modo che l'attore completasse il film senza il make up. Per ovviare alla morte del protagonista, le scene incomplete che dovevano essere interpretate da Brandon vennero gestite riscrivendo la sceneggiatura, ma anche grazie alle controfigure e un parziale riutilizzo del "girato" unito a tecniche di computer grafica. Il film fu un grande successo - soprattutto tra i fan del fumetto e tra gli appassionati del genere gothic noir (da notare che la particolare atmosfera del film è stata ben sottolineata da brani punk, metal e gothic) - e incassò 170 milioni di dollari, oltre a rendere Brandon Lee una figura di culto.

Distribuito dalla Miramax il 13 maggio 1994 negli Usa, il film debuttò al vertice del botteghino e divenne un film di culto, dando origine a un franchise che include tre sequel (stroncati dalla critica) e una serie televisiva. Esattamente trent’anni fa usciva dunque nelle sale il film ‘maledetto’ per eccellenza, il cui set è legato anche ad altre disgrazie. Incidenti, malattie e morti hanno riguardato molte persone del cast e della troupe. Come se non bastasse delle tempeste hanno danneggiato i set e un falegname è rimasto quasi fulminato. Le origini dello stesso fumetto sono legate ad una tragedia. O’Barr concepì infatti il Corvo per elaborare il dolore della morte della sua ragazza, uccisa da un autista ubriaco. Nasce oggi Gianni Boncompagni nato il 13 maggio del 1932 ad Arezzo. È stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba. Ha detto: “Ho un biglietto da visita per ridere. Ma quasi tutti lo prendono sul serio. C'è il mio nome. E poi sotto, stampato: mai stato a Cortina. Mai stato a Sabaudia. Mai visto "La vita è bella". Mai scritto un libro. Mai visto uno sceneggiato”.