Stava passeggiando nel bosco quando vide un cipresso caduto

Aveva lavorato una vita alla ItaTelef, c’era un palo del telefono danneggiato e nessuno se ne occupava

Vichi

Vide quella scena e si sentì rivoltare le viscere, certe cose non poteva tollerarle. Lui aveva sempre lavorato come un mulo, non si sarebbe mai sognato di comportarsi in quel modo… Una scena indegna, insopportabile. Da quando tre anni prima era andato in pensione, si era trasferito in campagna. Una vecchia casa colonica, un laboratorio dove passava un sacco di tempo. Si sentiva ancora forte e giovane, avrebbe potuto lavorare ancora vent’anni, e invece… Era un mondo strano, o meglio un mondo idiota, porcaccia miseria. Durante la sua passeggiata quotidiana passava da una stradina stretta, asfaltata solo da qualche anno, che rasentava un bosco selvaggio dove spesso si vedeva l’ombra di un animale in fuga.

Arrivava fino al paese, comprava qualcosa da mangiare, prendeva un caffè seduto al bar e tornava indietro. Durante la passeggiata osservava ogni cosa, le persone e le cose, le situazioni, ascoltava i discorsi degli altri… e criticava tutto, aveva sempre un borbottio tra i denti. Qualche giorno prima, in mezzo al fitto degli alberi, aveva notato che un palo del telefono era inclinato, aveva guardato meglio e aveva visto che un cipresso era caduto sopra un cavo della ItaTelef, la compagnia telefonica più grande d’Italia (prima pubblica, poi privatizzata e partecipata), proprio quella dove lui aveva lavorato per più di quarant’anni. L’albero caduto non aveva interrotto la linea telefonica, perché insieme al filo del telefono correva anche un cavo d’acciaio molto resistente, ma la tensione creata dal peso del tronco aveva messo a dura prova la tenuta del palo, e se non si interveniva presto, prima o poi sarebbe caduto.

Aveva subito telefonato al numero verde dedicato ai pali pericolanti… sennò chi l’avrebbe fatto? Nessuno, proprio nessuno, mondo cane! Chi se ne importa, tanto il cavo telefonico non era stato tranciato e la linea era salva, altrimenti si sarebbero dati tutti da fare… il bisognino fa trottar la vecchia, come si diceva un tempo… Doveva sempre pensare lui a tutto, come sempre! Come quando avevano trovato quel cane che girellava nei campi con un mozzicone di corda attaccato al collare… Insomma, aveva parlato con la signorina, aveva spiegato dove si trovava l’albero caduto e aveva lasciato il proprio numero di cellulare. Quella mattina, passando di fianco al bosco, aveva visto che finalmente (erano passate "due settimane due" dalla sua segnalazione) il cipresso era stato tagliato, e il cavo adesso pendeva mollemente in aria in mezzo agli alberi.

Due settimane, ci avevano messo due settimane a togliere quell’albero, roba da matti… Ma il bello doveva ancora arrivare: quando era arrivato in fondo alla stradina, cosa aveva visto? Com’era possibile? Lui in quarantatrè anni alla ItaTelef aveva fatto solo un po’ di carriera, piccoli avanzamenti, ma aveva sempre lavorato con serietà, non si era mai lamentato, il suo senso del dovere glielo aveva impedito, si era sempre impegnato come se la società telefonica fosse stata sua… e adesso vedere quella scena gli risultava insopportabile: l’operaio della ItaTelef che aveva tagliato l’albero stava dormendo in macchina… Quanto ci aveva messo a tagliare quel cipresso? Un’ora? Un’ora e mezzo? Di certo era arrivato alle otto, e adesso che erano già le undici e mezzo, ecco che se ne stava beato a dormire in macchina…

Un’ora per il lavoro e tre ore in macchina a dormire, ecco qua dov’era andata a finire l’Italia, porcaccia miseria! Anche lui alla ItaTelef aveva fatto il tecnico per quasi dieci anni, prima di passare all’amministrativo, e mai si era sognato di fingere che una certa operazione fosse durata quattro ore invece di una, mai e poi mai! Non avrebbe rubato i soldi alla propria azienda, e dunque all’Italia… No no no, non poteva sopportarlo! Bussò al vetro della macchina della ItaTelef, facendo sussultare l’operaio sonnacchioso, e quando il finestrino si abbassò fece un bel respiro. "Complimenti" disse, guardando il truffatore con occhi feroci. "Come dice scusi?" "Complimenti davvero, hai segato quell’albero e adesso te la dormi fino all’ora di pranzo, davvero un operaio esemplare… Complimenti!" disse, per la terza volta.

1-continua