Monte San Savino, Letture e riletture storico artistiche, il libro

Sabato 3 febbraio 2024 alle ore 16 nella Sala Conferenze del Museo del Cassero

Arezzo, 1 febbraio 2024 – Sabato 3 febbraio 2024 alle ore 16 nella Sala Conferenze del Museo del Cassero di Monte San Savino presentazione del volume: Monte San Savino, Letture e riletture storico artistiche, a cura di Giovanni Romanelli, Renato Giulietti, Giuliano Centrodi, Azienda Speciale Monteservizi - Edizione Comune di Monte San Savino, dicembre 2023.

Insieme agli autori interverranno: Piero Scapecchi, già Direttore della Biblioteca Nazionale di Firenze; Riccardo Gennaioli, Direttore del settore restauro oreficerie dell’Opificio delle Pietre Dure; Gianni Bennati, Sindaco di Monte San Savino; Patrizia Roggiolani, Assessore alla Cultura di Monte San Savino.

Il Natale passato ha regalato ai Montigiani questo bel libro scritto a più mani, stampato da Petruzzi, finissimo tipografo abituato a editare libri di alta classe, in questo aiutato da Paola Cavigli che ha curato la grafica e l’impaginazione. Ne è uscita una edizione elegante nel suo aspetto, curata nelle immagini che sono inserite non per abbellire il testo, ma per documentarne i vari passaggi e le tante scoperte archivistiche. Il libro si inserisce nella collezione dei Quaderni Savinesi- Vll.

Il libro, con meticolosità propone una nuova lettura delle origini del Cristianesimo a Monte Savino con la dedicazione della chiesa battesimale a ben tre Santi, la dualità del culto Ariano e Cristiano e la formazione di un unico castello con la fusione di due colli: quello di Aialta e di Turris. La rete stradale pone il paese in posizione strategica per le comunicazioni Nord-Sud ed Est-Ovest collegando così la via Francigena con la Tedesca, e questo reticolo che permette a pellegrini, viandanti e greggi un facile spostamento, spiega perché i Templari vi costruiranno ben due Ospedali: uno a metà pendice di Monte San Savino e l’altro a Palazzolo.

Oltre ai Templari si organizza una rete di accoglienza e quindi vengono seguiti i vari ospedali nel paese e nei dintorni.

La presenza longobarda è ben evidenziata sia nello studio delle fortificazioni che nelle torri di controllo, ma anche nei punti dove si sono stanziati lasciando una traccia visibile ancora oggi sia nei toponimi, nei Monasteri e nei vocaboli comuni del nostro linguaggio odierno. Questa presenza longobarda si legge in tutto il territorio comunale da Palazzolo a Montagnano e Alberoro.

Interessante lo studio delle Compagnie laicali talune dedite solo al culto e all’abbellimento delle rispettive loro chiese (emblematico è l’Ostensorio a forma di Angelo); altre invece - i Neri e i Bianchi - sono inserite nel tessuto sociale ed economico del paese distribuendo doti alle ragazze povere, pane e carne, fino a finanziare una scuola di musica fin dal 1600,la istituzione del Monte Pio, e quando il Granduca sacrifica la Chiesa di Santa Maria della Pace, i loro beni serviranno a coprire le spese per la trasformazione in Ospedale.

Appare ben delineato il momento finale della famiglia Di Monte e i legami con Monte San Savino. Il Conte Baldovino riuscì ad ampliare il palazzo, a costruire senza terminare, la Porta Fiorentina, a fare i muri perimetrali della Conserva e portare le Logge fino alla cornice. La guerra di Siena disturbò notevolmente i suoi progetti e alla sua morte avvenuta nel 1556, ci pensò Papa Carafa a mettere quasi sul lastrico Fabiano sequestrandogli i beni che aveva ereditato a Roma.

Belle novità infine sono emerse dallo studio di numerosi Archivi consultati come la certezza che Matteo di Giovanni sia l’autore dei due pannelli fondo oro conservati fino a qualche anni fa in Santa Chiara; che il Biturgense Schiatto Schiatti abbia lavorato in Sant’Agostino, come gli intagliatori Gregorio, Antonio e Giovan Battista Alessi di Montepulciano; la certezza che i dipinti dell’altare di Santo Stefano alla Vittoria siano opera di Orazio Porta e a lui dalle ricerche sono dati disegni di pitture e di architettura.

Una ultima “chicca” è aver delineato la figura di Accursio Baldi sculture e orafo granducale. Attraverso i documenti viene ricostruita la sua opera che svolge come raccoglitore di pietre dure per la decorazione delle Cappelle Medicee, ed emerge anche la figura dell’eccentrico Menicucci che anche lui Montigiano lavora al reperimento delle pietre pregiate