Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino a Cavriglia

Giovedì 7 dicembre alle ore 21.15, al Teatro Comunale di Cavriglia si conclude l’ottava edizione della rassegna Materiali In Scena organizzata dal Comune e da Materiali Sonori

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Arezzo, 4 dicembre 2023 – Giovedì 7 dicembre alle ore 21.15, al Teatro Comunale di Cavriglia si conclude l’ottava edizione della rassegna Materiali In Scena organizzata dal Comune e da Materiali Sonori, con l’anteprima del nuovo spettacolo allestito dal trio più straordinario di attrici toscane: Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino. Si tratta di una rilettura di “Piccole donne crescono” (a cui è stato aggiunto un previdente punto interrogartivo), capolavoro della scrittrice americana Louisa May Alcott, pubblicato la prima volta nel 1869. Morozzi, Meacci e Riondino, che ha composto anche testi e musica originali, sono le protagoniste di un testo brillante e commovente, a tratti parodistico e irriverente. Hanno curato anche la scrittura drammaturgica che resta fedele al romanzo, seppur destrutturandolo nel linguaggio e nella tessitura generale per far emergere sia gli aspetti moralistici e i precetti etici tradizionali nei quali Jo, Meg, Amy e Beth sono inserite. Ma anche la loro rabbia nei confronti delle costrizioni sociali e dell’onnipresente maschilismo. Le sorelle March tentano a modo loro di infrangere le secolari leggi che stabilivano quale fosse la condotta appropriata a una donna, rappresentano “un’incessante lotta anche interiore per trasformare la femminilità in qualcosa di meno piccolo”. Esattamente come noi, ancora oggi. L’epistolario e la biografia della Alcott fanno da contrappunto ai dialoghi per disegnare un quadro nuovo e tentare una risposta possibile al punto interrogativo presente nel titolo: “Piccole donne crescono?”. Scrive La Alcott: “Non ho un particolare metodo di scrittura, mi limito a usare un linguaggio semplice ed attingere alla quotidianità cercando di renderla interessante. Mi sforzo di creare personaggi vivaci, ispirati agli eroi e alle eroine della vita reale. Amo Shakespere, Dante, Bronte. È difficile essere all’altezza dei classici”. Eppure, Louise May Alcott ha inventato un genere diventando essa stessa un classico mondiale con cui dobbiamo rapportarci per proporre una nuova visione dell’identità femminile.