Luigi Caroppo
Luigi Caroppo

Firenze, 28 novembre 2021 - Stavolta dobbiamo dire grazie ai parlamentari. Di tutti i partiti. Stavolta hanno riempito il ruolo e rappresentato al meglio chi li ha eletti e il senso di tutela della collettività. Non sempre, quindi, pregiudizi populisti sono giustificabili (stipendi, indennità, presenze nelle due assemblee, benefit vari, pensione). Stiamo parlando delle commissioni parlamentari di inchiesta e dei parlamentari che vi hanno partecipato. In Toscana, ma non solo, le commissioni hanno inciso o quanto meno hanno dato un segnale forte di presenza dello Stato in questioni delicate che mostrano ancora ferite aperte, in qualche caso anche molto profonde. Ma non solo: le commissioni spesso hanno collaborato con la magistratura offrendo nuovi spunti investigativi di particolare rilievo, aprendo squarci di verità laddove il lavoro delle procure non era arrivato.

Ricordiamo l’impegno delle commissioni. Quella sul disastro del Moby Prince, il traghetto incendiato con il suo carico di morti a poche miglia dal porto di Livorno. La commissione ha offerto elementi, nuove testimonianze inedite per far approfondire nuovamente il caso alla magistratura. E po c’è quella sulle violenza nella comunità mugellana del Forteto: sta andando avanti sentendo molti testimoni per cercare di accendere i riflettori sulle "coperture" istituzionali e di partito (due commissioni c’erano state a livello regionale toscano). La commissione sui traffici di rifiuti e stoccaggi illegali ha puntato l’attenzione sul caso dei gessi rossi della provincia di Grosseto. Dalla relazione finale della commissione la Dda si è mossa per aprire l’inchiesta nelle settimane scorse. E in ultimo un plauso, come negli altri casi, va alla commissione parlamentare che sta approfondendo tutti gli aspetti sulla morte di David Rossi, dirigente del Monte dei Paschi di Siena. Ha chiesto una super perizia ai carabinieri e ha posto 49 quesiti per cercare di capire se c’è anche un’altra verità.