Antonio D'Urso
Antonio D'Urso

Arezzo, 26 settembre 2020 - Dalle stalle alle stelle? No, il San Donato è sempre stato considerato un ottimo ospedale, perfino da chi lo contesta a spada tratta, almeno per la qualità dei suoi medici e per numeri in alcuni campi da primato. Certo, la stessa campagna elettorale lo ha messo a tratti «a ferro e fuoco», almeno sul piano organizzativo per le dimensioni della Asl.

Però una promozione come quella rimediata in America forse non se la aspettava neanche lui. Perché i super esperti di corsie non solo lo hanno promosso: ma gli regalano una lode da brividi. E il riconoscimento è apparso su Newsweek, uno dei settimanali di punta a livello mondiale, tre milioni di copie vendute negli States e 4 nel resto del pianeta.

Beh, su questa tribuna il San Donato è uscito come diciottesimo ospedale in Italia. Quindi in piena top 20, di una classifica che si allunga per tutto lo stivale. Tocca un punteggio di 81,5, frutto di una serie di parametri che tagliano a fette i reparti. Se uno volesse leggersi l’intero report dovrebbe sganciare, via carta di credito, 495 dollari.

La sinossi è gratis ed efficace: si viaggia dalla capacità degli ospedali all’occupazione, dai tassi di ospedalizzazione alle degenze. Non solo: lo studio dedica anche una parte molto aggiornata su come abbia affrontato lo spettro del coronavirus. A comporlo non è certo Newsweek ma il centro ricerche «Statista Inc.». Che non si limita, e ci mancherebbe altro, a mettere in fila gli ospedali italiani.

No, disegna una hit parade paese per paese e una mondiale. I migliori cento, che poi in realtà sono 50 perché gli altri sono istituti specializzati su patologie specifiche e non avrebbe senso metterli in colonna. Ma torniamo alla «medaglia al valore». Il San Donato emerge come secondo miglior ospedale in Toscana. Anzi, praticamente primo.

Perché un gradino più su c’è Careggi, la cittadella sanitaria di Firenze, ma esattamente con lo stesso punteggio, 81,5. Gli altri tutti dietro. Compresa l’azienda universitaria di Siena, staccatissima. E che si ritrova nella Toscana del Sud fanalino di coda, occupando Grosseto il 48° posto. Una doppietta da far inebriare il direttore generale della Asl Antonio D’Urso. «Non mi sorprende francamente» risponde invece lucidissimo.

E’ solo la conferma dell’assoluta eccellenza della sanità aretina e più in generale di quella della Asl Sud Est». Non sappiamo se porterà la classifica in cartella per eventuali future critiche ma di sicuro conferma di averla letta nei particolari. Tra i particolari quello di attaccare i reparti aretini a quelli del profondo nord. Tra i 17 che lo precedono c’è Firenze e c’è il Gemelli di Roma: il resto è tutto sopra la «linea gotica», con una sorta di riscatto rispetto ad alcuni scivoloni avvenuti nel pieno del contagio.

E tutti sono passati sotto la lente di una giuria di qualità, esperti del settore sanitario che ci mettono la faccia: firmando la sintesi dello studio ma anche con il proprio profilo chiaro e forte sulle pagine di Newsweek, rinate dopo che il settimanale per qualche stagione aveva provato a passare interamente al digitale. Il punteggio di 81,5 in sè metterebbe Arezzo al sesto posto in Giappone, al nono in Olanda, al 23° in Germaia, al 15° in Svizzera, al decimo in Svezia.

Però gli autori dello studio precisano che ogni classifica ha una sua autonomia, relativa all’interno del territorio. Ma come resistere al fascino di mettersi alle spalle mezza Europa?