Carabinieri
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Arezzo, 16 maggio 2019 - Finisce in bancarotta con le lavanderie, imprenditrice cinquantenne ai domiciliari. Il provvedimento cautelare è stato adottato dopo le indagini svolte dal nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro di Arezzo, coordinate dalla dottoressa Julia Maggiore, della locale Procura della Repubblica. Indagini che hanno fatto luce sul fallimento di una società aretina nel settore delle lavanderie self service, con unità operative in tutta la Toscana.

L’attività investigativa ha permesso di appurare come l’indagata, una cinquantenne romena, abbia condotto attività di lavanderia in diversi capoluoghi della Toscana omettendo di onorare i debiti contratti dalla società fino a raggiungere una esposizione pari a circa 300 mila euro.

E’ stata così avviata la procedura fallimentare, ma la donna, secondo i militari dell’Arma, avrebbe cercato di eludere i controlli, rimuovendo ripetutamente, i sigilli apposti dalle autorità ai beni mobili ed immobili, sottraendo così dalla procedura fallimentare varie attrezzature dell’attività commerciale come lavatrici ed asciugatrici.

«L’esame della copiosa documentazione acquisita nel corso delle investigazioni, spiegano i militari, ha consentito di accertare come, a partire dal giugno 2018, l’indagata avesse posto in essere i plurimi fatti di bancarotta fraudolenta attuando una vera e propria strategia predatoria del patrimonio societario fallito da reimpiegare in altra società ad hoc, ad essa riferibile».

Oltre alla misura cautelare per bancarotta fraudolenta e sottrazione ed occultamento di libri sociali e scritture contabili obbligatorie, omessa consegna delle scritture contabili al curatore fallimentare e violazione di sigilli continuata, i militari del nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro di Arezzo sono riusciti a recuperare numerosi macchinari che verranno restituiti agli aventi diritto per la parziale ristorazione delle pretese creditorie