Città del Natale, bilancio da record. Superato il milione di presenze: +30%

Trend in aumento sul 2022. Chiudono le baite in Piazza Grande e la Lego. Restano Prato, Fortezza e mercatini

Città del Natale, bilancio da record. Superato il milione di presenze: +30%
Città del Natale, bilancio da record. Superato il milione di presenze: +30%

"Siamo molto soddisfatti e il prossimo anno saremo di nuovo ad Arezzo". Parola di Gunther Tarneller, gran cerimoniere del Villaggio Tirolese, che nell’ultimo giorno in Piazza Grande, già prenota l’edizione 2024. Un sì netto che rilancia il primato aretino dell’evento rispetto ai desiderata di altre città toscane che, tutto lascia pensare, sarebbero pronte ad ospitarlo. Magari Firenze lo sognerebbe in Santa Croce e Siena potrebbe immaginarlo in Piazza del Campo, sopratutto dopo un Natale a corto di eventi di gran richiamo. Un milione e quattrocentomila è il numero delle presenze di un evento lanciato su scala nazionale e costruito con la regia della Fondazione InTour. Una potenza di fuoco che taglia la strada - in senso geografico - ai mercatini tirolesi dell’Alto Adige, riuscendo a intercettare il grosso dei flussi turistici dal sud e dal centro-nord, che si muovono durante le feste natalizie. E lo sanno anche i tirolesi di Gunther Tarneller, che non a caso pianta le radici in città. Il Villaggio Tirolese resta qui, dove è nato e dove è stato disegnato dagli strateghi di Confcommercio.

Chiude un "pezzo" di Città del Natale nella parte alta della città ma restano fino a domenica le meraviglie del Prato e della Fortezza, anche ieri meta ininterrotta di visitatori. Con una variazione sul tema che conferma la forza del format: se il brand Città del Natale finora trovava il suo punto di forza sopratutto nel periodo che precede il Natale, quest’anno dimostra il suo appeal anche per Santo Stefano e Capodanno. Ieri il centro era strapieno di turisti che hanno scelto di trascorrere qui il passaggio a cavallo dei due anni. Famiglie e comitive anche da Milano, dopo un Natale rigorosamente meneghino, hanno arricchito il parterre delle regioni che hanno bussato alle porte della Città del Natale.

La formula che funziona è il giusto mix tra mercatini e attrazioni, un’offerta dalle mille sfaccettature che sa abbracciare le esigenze di un pubblico sempre più variegato. La Casa di Babbo Natale e il quartier generale della Lego (che ha chiuso il suo portone ieri, nel tardo pomeriggio) hanno calamitato migliaia di persone. Bisognerà capire dove traslocheranno il prossimo anno quando l’incrocio con il grande evento dedicato a Giorgio Vasari avrà il suo fulcro nella galleria d’arte contemporanea.

Al Prato, il villaggio costruito dalla Fondazione Intour tra ruota panoramica e pista di pattinaggio,le casette degli artigiani nell’anello del parco, insieme alla casa degli elfi in Fortezza con il Planetario e le iniziative per grandi e piccini, hanno girato a pieno ritmo per oltre un mese. Le stime parlano di un trenta per cento in più di presenze rispetto al 2022. Numeri che rimandano a un volume di affari non solo per i titolari dei banchi, ma pure per tutta la filiera di ristoranti, bar, negozi del centro, ai quali si aggiungono la catena dell’indotto e i posti di lavoro generati in questo mese e mezzo. Tanta gente anche tra le bancarelle di San Jacopo e Risorgimento. "L’evento di Arezzo diventa sempre più importante, anche per la promozione che Confcommercio ha saputo fare attorno al villaggio in Piazza Grande", sottolinea Tarneller, già pronto al gran ritorno, tra meno di dodici mesi.