teatro bar
teatro bar

Arezzo, 5 giugno 2020 - Oggi venerdì 5 giugno alle 17 ci sarà il nuovo appuntamento live streaming dal Bar del Teatro (A TÈ COn) condotto da Luca Roccia Baldini con ospite principale i protagonisti di “Stanno tutti male” e altri ospiti a sorpresa. Tutti gli appuntamenti a firma Officine della Cultura saranno visibili sulla pagina Facebook della residenza aretina e sul canale YouTube OfficineProduzioni. Ospiti principali dell’incontro dal titolo “Stanno tutti male… andrà tutto bene” saranno Riccardo Goretti e Stefano Cenci protagonisti dello spettacolo “Stanno tutti male”. L’incontro sarà arricchito dalla presenza di Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli; dal giornalista Andrea Laurenzi per parlare di festival ed, in particolare, del FestivalMANN di Napoli e del Toscana Gospel Festival di cui firma la direzione artistica per Officine della Cultura; da Luisa Parrelli, Ceo e Booking agent di Vertigo Music; da Eric Waddell e Nicole Ingram Teylor, voci carismatiche dell’autentico gospel americano, più volte in Italia tra i protagonisti del Toscana Gospel Festival; da Chiara Corbacchini, tra i curatori degli Spettatori Erranti della Rete Teatrale Aretina nelle vesti del pubblico chiamato a raccontare il proprio punto di vista sullo spettacolo “Stanno tutti male”.

Infatti sui canali social di Officine della Cultura per tutto il weekend fino a domenica 24 ore su 24 e domenica in prima serata su Teletruria, sarà visibile il nuovo spettacolo della stagione di teatro virtuale “Stanno tutti male” di e con Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Colapesce. Come quanto accaduto in questi ultimi mesi “sto male” può voler significare “sto davvero male”, un dolore fisico persistente che non passa, un problema reale, o anche un disagio mentale, un attacco di panico, altrettanto reale. Può voler significare “non mi sento al 100%”, ma neanche al 50, ma a volte neanche al 10. Può voler significare “ho mangiato troppo”, “ho bevuto troppo”, “ho dormito troppo”… oppure anche troppo poco. Addirittura può voler significare “questa cosa mi fa davvero ridere”. Pensate voi. È per questo che questa frase la usiamo talmente tanto, che non significa più nulla. Ci sono domande importanti dietro il piccolo spunto iniziale di questo lavoro: “La nostra società sta bene o sta male? E qual è il termine di paragone di questo stare bene o male? Quale è la scala del bene e del male? E i singoli individui stanno bene o male? È poi possibile che stiano bene gli individui di una società che sta male? E viceversa? E poi, in fondo, è mai stato diverso di così? L’essere umano ha mai trovato ha mai trovato pace in vita o è la vita stessa un continuo mutare e una declinazione ad altra vita, passando da continue morti, e per questo portatrice di sofferenza?” A queste domande non importa dare una risposta. Gli attori sono più che altro dei ritrattisti, anzi forse caricaturisti, che danno voce a questo benedetto uomo contemporaneo, sentire in cosa crede, di cosa ha paura, cosa lo fa stare bene e cosa male e possibilmente riderne, riderne molto, smisuratamente.