Firenze, 20 gennaio 2016 - Avete voluto la tecnologia? E allora pedalate, o meglio digitate. L’essere umano è tormentato in questi anni da un problema di difficile soluzione. Come gestire i gruppi whatsapp ai quali tutti siamo continuamente invitati? Ma soprattutto come uscire da questi gruppi senza che gli altri utenti si offendano? L’esempio sono le temute reti create via smartphone dalle madri degli studenti di una stessa classe. Molto gettonate anche in Toscana, così come nel resto d’Italia. Utilissime per ricordare il calendario dei compiti, secondo la versione «ufficiale» data dalle attente mamme.

Un tormento, confessano poi in privato. Sì perché sullo smartphone molte signore riversano le stesse ansie della vita reale. C’è la mamma che elenca le doti scolastiche del figlio. Quella apprensiva che fa più volte la stessa domanda. E così, la madre che non ha tempo per leggere, arrivata a sera deve perdersi di fronte a un mare di notifiche. Centinaia di messaggi inutili. Tra i quali c’è anche qualche informazione importante, che inevitabilmente andrà persa. Avete voluto la tecnologia? Se la risposta è sì non potete farci niente, dovete prenderne il bene e il male.

Perché c’è anche un lato buono dei gruppi whatsapp. E riguarda la rete degli abitanti di una stessa zona, che si tengono in contatto per controllare le strade e sventare gli odiosi (ma quantomai attuali) furti in appartamento. Andando a memoria, solo nel 2015 La Nazione ha raccontato quattro di queste esperienze di buon vicinato tra le province di Lucca, Firenze e Pisa.

Gruppi che non vogliono sostituire le forze dell’ordine ma aiutarle nel loro lavoro. Da questi gruppi nessuno vuole uscire. Anzi i progetti si moltiplicano. Avete voluto la tecnologia? Se la risposta è sì vi sarete già accorti che non tutta è da buttare. E che un gruppo whatsapp può addirittura salvare la vostra casa dai ladri.