Perugia, 7 ottobre 2017 -  "Bisogna incentivare l'uso dei contratti di solidarieta', la redistribuzione dell'orario di lavoro, perche' qualsiasi posto di lavoro perso non si puo' recuperare in altre direzioni. I licenziamenti non si sono ridotti, ma sono aumentati". Ad affermarlo è Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil, a Perugia a fianco dei lavoratori della Perugina, che hanno organizzato una manifestazione a sostegno del lavoro in tutta la regione, dove tante sono le vertenze aperte. "Abbiamo bisogno di una politica in cui gli investimenti pubblici e privati aumentino - ha proseguito - abbiamo visto dove porta la logica della decontribuzione: ha creato lavoro precario, non sta facendo rilanciare gli investimenti". Il rischio in Italia, per Landini, è quello di "perdere le competenze che le persone hanno: bisognerebbe avviare un piano straordinario, anche di formazione, che riguardi tutte persone che lavorano, non solo i giovani".

 

"La vertenza Perugina non è una vertenza locale, ma parla al Paese" e il governo deve attivarsi come avviene in Francia e Germania. Lo ha sottolineato Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil, che ha partecipato, a Perugia, alla manifestazione a sostegno del lavoro in Umbria, promossa dalle Rsu della Perugina, per difendere i 364 posti di lavoro dagli esuberi annunciati da Nestle'. "Questi lavoratori - ha aggiunto - hanno il sostegno della Cgil nazionale, c?e' bisogno che il governo insieme a noi e insieme a tutti i lavoratori chieda alle Nestlè di cambiare posizione, di far applicare gli accordi e di fare investimenti che garantiscano una prospettiva e il lavoro". Manifestazioni come queste chiedono all'impresa di cambiare strada, poi se il gruppo continua su questa strada si deve assumere la responsabilita' di quello che puo' succedere ? ha detto il segretario parlando con i cronisti -. Noi non accetteremo mai i licenziamenti, vogliamo che si facciano investimenti. E rispondendo a una domanda sul fatto che le decisioni non vengono prese in Italia, afferma: "Si possono comunque fare cose importanti, guardiamo cosa succede in Francia e Germania: il governo faccia la sua parte".