Perugia, 31 gennaio 2017- Ha fatto in tempo a mormorare qualcosa con un filo di voce. A raccontare la gelosia bieca che diventa incubo e fiamme ai vigili del fuoco e ai medici del 118 che l’hanno soccorsa. Poi A.P. 40 anni, estetista di Nocera Umbra, è stata sedata. Coma farmacologico per le ustioni gravissime in tutto il corpo. Trasferita d’urgenza al San Pier D’Arena di Genova dove lotta tra la vita e la morte. Per colpa – secondo le prime indiscrezioni – dell’ennesimo amore malato che prova a ‘uccidere’.

Sono da poco passate le 17 in via Montecchio tra Nocera e Gaifana in uno stabile color panna dove, al primo piano, vive da sola la 40enne. Separata da un uomo di Gualdo Tadino, con una figlia ventenne, e un ex compagno albanese molto più giovane di lei, 25 anni appena, disoccupato.

Cosa sia accaduto precisamente saranno le indagini dei carabinieri di Gubbio e Perugia – coordinati dal pubblico ministero Michela Petrini della procura di Spoleto – a stabilirlo. Ma i ‘simboli’ tragici sono quelli di un movente passionale dietro ad un evento doloso: la tanica di beninza, quasi vuota. Lei ustionata ovunque, lui con le mani e una coscia bruciate, ma non in pericolo di vita. Un telefono spaccato in casa dopo il disperato tentativo di A.P. di chiedere aiuto, chiamando un’amica. Richiesta che si infrange insieme allo smartphone in terra. Ciò che emerge, mentre cala la sera attorno alla casa nelle campagne di Nocera-Gaifana, racconta di un macabro tentativo un uomo geloso di «bruciare» la sua donna. Almeno tutto lascia intendere questa pista. Per cancellare il rifiuto. Un rito che, purtroppo, si ripete ogni giorno, con modalità sempre più agghiaccianti.

L’allarme scatta quando qualcuno nota entrambi affacciati al balcone di casa che chiedono aiuto. L’abitazione è abbastanza isolata ma non lontano dalla strada. Sul posto arrivano i vigili del fuoco, le ambulanze che inizialmente trasportano i feriti all’ospedale di Foligno. E poi i carabinieri di Nocera e della compagnia di Gubbio, quelli del comando provinciale con il Nucleo investigativo e la Sezione analisi scientifiche. Con loro il magistrato, titolare dell’inchiesta, che resterà fino a tardi su quella che è, a tutti gli effetti, la ‘scena del crimine’. Perchè proprio in casa gli investigatori cercano gli indizi per ricostruire cosa è accaduto nell’ennesimo pomeriggio di follia. Il telefonino rotto, appunto, la tanica con ancora un pò di benzina.

Lui, 25 anni, entra nel novero dei sospetti subito. A Foligno è piantonato. Di lei, di cui tutti parlano come di una bella ragazza appariscente, restano le parole sussurrate ai soccorritori. Parole pesanti che potrebbero portare alla svolta.