Jeanne Kamara Ponontio è un’infermiera in pensione, e a Fronan, un villaggio al centro della Costa d’Avorio, è conosciuta soprattutto per il suo dinamismo e la forza di carattere con cui, da anni, promuove le attività produttive delle donne nella regione. Purtroppo non è un ruolo facile il suo, soprattutto in una società profondamente maschilista, che toglie alle donne ogni potere decisionale, relegandole a un ruolo subordinato, vittime non di rado di abusi. Ma Jeanne non si è mai piegata, ha combattuto sempre, creando una decina di anni fa la Cooperativa Wooyoban, composta da donne che grazie al lavoro possono sperare in una vita migliore. Nel 2017 la Cooperativa, che il Movimento Shalom aveva già sostenuto nel 2013 per riavviare la produzione di mais dopo le devastazioni dovute alla guerra civile del 2011, è diventata partner locale del progetto “Professionisti senza frontiere: Competenze delle diaspore per lo sviluppo economico locale in Africa Saheliana”.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Interno e realizzato da un partenariato di cui fanno parte, oltre al Movimento Shalom, Focsiv Volontari nel mondo, Aia-Associazione Ingegneri Africani, Enea- Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la Regione Marche, Comi-Cooperazione per il Mondo In via di sviluppo, Cps-Comunità Promozione Sviluppo e Cvm-Comunità Volontari per il Mondo. La difesa dei diritti dei più deboli è uno dei temi centrali del Movimento Shalom, che a tal fine organizza la Festa della Mondialità dell’8 dicembre a San Miniato sul tema “Stop alla disumanità”.