Sarzana, 29 settembre 2017 - Banchi e lavagne rotte, porte divelte e vetri frantumati, spazzatura e stracci ovunque. Sembra che dalla ex scuola elementare di viale XXI Luglio sia passato uno degli uragani che hanno spazzato via il nord est dei Caraibi. E invece a spaccare gli arredi sono stati i vandali. Favoriti dall’abbandono in cui versa l’intera struttura: con le finestre esterne rotte e mai aggiustate che pemettono a questi devastatori di entrare indisturbati, rompere e buttare tutto all’aria. In questi anni le segnalazioni dei cittadini non sono mancate: rumori durante la notte, luci accese.

Questa volta però a mettere il dito sulla piaga è stato il consigliere di Sarzana in Movimento, Valter Chiappini. «Ho chiesto di poter fare un sopralluogo per verificare la situazione - spiega Chiappini - e la realtà ha superato l’immaginazione. Ha lasciato di stucco persino gli operatori comunali che erano stati incaricati di accompagnarmi.

La situazione è peggiorata rispetto agli ultimi sopralluoghi. Gli interni sono stati letteralmente vandalizzati: archivi e la libreria scolastica sono stati abbattuti a terra. Tutto ciò che si poteva spaccare al primo piano è stato distrutto e sparpagliato: dalle porte alle vetrate, alle suppellettili. Una situazione di pericolo per la possibilità che pezzi delle vetrate cadano in testa a chi passa sotto.

Ci sono rifiuti di “ospiti”, benché non ci sia traccia evidente di pernottamenti. È chiaro che è persino troppo facile entrare nella struttura per la presenza delle impalcature che da troppo tempo agevolano gli ignoti incursori. Un degrado che fa piangere il cuore e una vergogna per un’amministrazione. È certo che neppure l’ipotizzato acquisto della Cassa depositi e prestiti andrà in porto e l’immobile, caro ai sarzanesi per il grande valore affettivo, culturale e immobiliare finirà per crollare se non si interviene. E più si attende più sarà costoso. Penso che, invece di usarla per giochini contabili, il sindaco farebbe meglio a rivedere la decisione e puntare su nuove strade e progetti per cercare di riconsegnare alla città ed ai Sarzanesi l’immobile».