Romito Magra, 5 settembre 2017 -  «HO sentito dei rumori. Credevo fosse mio figlio che rincasava, così ho acceso l’abat-jour: mi sono trovata di fronte il ladro, mentre rovistava alla ricerca di oro. Ho urlato con tutto il fiato e per fortuna è scappato. Ed è andata bene così: avrebbero potuto aggredirci e farci del male». Ha la mente lucida e la voce squillante, ma soprattutto la consapevolezza di chi sa di non poter dimenticare facilmente quegli infiniti secondi di terrore a tu per tu con il criminale di turno: protagonista una settantenne che, assieme al marito e al figlio, la notte scorsa ha vissuto un vero e proprio incubo. Siamo a Romito Magra: mancano pochi minuti alle tre quando il sonno della donna, residente in un’abitazione situata a poca distanza dalla provinciale che porta a Lerici, viene disturbato dai rumori dei ladri a caccia di preziosi. I malviventi erano riusciti a entrare a casa dopo essere riusciti ad aprire una finestra, raggiunta utilizzando una scala trovata nel giardino dell’abitazione vicina, e avevano cominciato a mettere a soqquadro la casa.

LA settantenne chiama il figlio, credendo fosse appena rincasato dopo la serata passata con gli amici, poi accende la piccola lampada del comodino. Di fronte a lei, un ragazzo, vestito di nero e con il cappellino da baseball a riparargli parte del volto. «Appena l’ho visto ho urlato forte» racconta la donna. Il ladro, scoperto, arraffa tutto quello che può. Ci sono cinque cofanetti, contengono ori e bigiotteria. Li prende tutti e corre verso l’uscita, dove ad aspettarlo c’è il complice. Bottino? Qualche bracciale e piccoli oggetti d’oro; il resto, reputato di poco valore, viene seminato un po’ qua e un po’ durante la fuga. Come la borsetta della settantenne, ritrovata poco oltre l’uscio di casa e abbandonata dai malviventi una volta capito che al suo interno non c’erano soldi. «La prima reazione è stata quella di inseguirlo – spiega la donna – però credo che alla fine ci è andata bene: avremmo potuto essere aggrediti e picchiati».

L’anziana ieri mattina si è recata alla caserma dei carabinieri di Arcola per presentare denuncia. Rischia di non essere l’unica: proprio la notte scorsa sono state infatti tre le abitazioni prese di mira. Una a poca distanza da quella dell’anziana coppia – una seconda casa dove i ladri hanno tentato invano di scardinare una finestra –, l’altra in via Ortara: qui, a mandare in fumo i piani dei ladri, ci ha pensato un cane, che abbaiando ha svegliato i proprietari e ‘convinto’ i ladri a dileguarsi ancor prima di tentare l’incursione. E a Romito Magra, dopo la petizione per chiedere il potenziamento di misure di sicurezza, torna la preoccupazione. «Recentemente le forze dell’ordine avevano potenziato i controlli – spiega Brunella Righi, consigliera comunale che abita proprio nella zona visitata dai ladri –. Non bisogna mai abbassare la guardia».

Matteo Marcello