Sarzana, 27 luglio 2017 - Le sorti della casa di riposo “Sabbadini” erano chiare dal 24 maggio, messe o su bianco dal direttore generale dell’Asl 5 Andrea Conti: l’azienda, terminati i lavori, metterà a bando e sposterà nella struttura di Santa Caterina i 35 posti di Rsa convenzionati. Alla Sabbadini potranno restare i venti letti già ora comunali, di Residenza Protetta e per i quali l’Asl paga solo la quota sanitaria. Una lettera con cui il dirigente dell’Asl ha formalizzato la risposta ai dubbi del sindaco, peraltro anticipata in un incontro al quale erano presenti anche il consigliere regionale del Pd Juri Michelucci e il dirigente del Comune di Sarzana Marco Formato.

Dunque i posti letto di Residenza Sanitaria Assistita non verranno aumentati, resteranno i 35 della Sabbadini ma verranno spostati nella struttura in costruzione davanti all’ospedale. E per iscritto Andrea Conti non manca di sottolineare che la casa di riposo comunale è ritenuta inadeguata dalla stessa Coopselios che la gestisce ed ha ora proposto all’Asl di completare ampliare la struttura in costruzione al San Bartolomeo in corso di valutazione da parte dell’azienda sanitaria.

E l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale conferma nella risposta scritta all’interrogazione di Juri Michelucci: il fabbisogno di Rsa per il territorio resta di 35 posti letto che andranno nella nuova struttura dell’Asl sostituendo quelli della Sabbadini.

Per Michelucci «l’assessore Viale non dice chiaramente che è intenzione della Regione chiudere la casa di riposo di Sarzana». Una prospettiva che mette in allarme Sarzana: «una volta cancellati i posti letto, con i soli 14 destinati alla residenza protetta seppur affiancati al servizio del centro diurno, verranno meno i margini economici per mantenere il servizio.

Chi infatti si accollerà i costi per mantenere aperta una struttura semi-vuota in quanto priva di accreditamento sanitario pubblico?». Insomma «un colpo durissimo e ingiusto al nostro territorio» che, sostiene, ha un fabbisogno più alto: 5 gli ospiti a Villa Milena 24 le richieste in lista d’attesa per entrare in Rsa. Sottolinea poi i rischi per i dipendenti delle Rsa del distretto, 45 solo alla Sabbadini.

«In una Regione la cui popolazione è sempre più anziana e fragile pensare di ridurre i servizi in questa direzione significa voltare le spalla ai cittadine e alle famiglie che spesso gestiscono situazioni complesse in solitudine» dice Michelucci e chiede all’assessore regionale di relazionare al consiglio comunale sarzanese sulla situazione dell’ospedale San Bartolomeo e dei servizi socio-sanitari territoriali.