San Miniato, 19 aprile 2017 - I francesi sono alle prote.  Il risiko delle tre Casse dell’Italia Centrale, secondo le ultime indiscrezioni,  puo partire. Lo Schema Volontario del Fondo interbancario, si apprende Radiocor, ha dato il via libera all’intervento che porterà le Casse di Cesena, Rimini e San Miniato nelle braccia di Cariparma, la banca del gruppo francese Credit Agricole. Lo Schema volontario ricapitalizzerà Rimini e San Miniato che andranno ripulite dalle sofferenze così come Cesena, già controllata dal braccio volontario del Fondo, che con l’intervento spenderà tutta la sua dotazione residua, pari a circa 420 milioni. Nell’operazione il Fondo impiegherà - prosegue l'agenzia -  anche i proventi della cessione di Cassa Cesena, ricapitalizzata nei mesi scorsi con 280 milioni.

Le tre banche, secondo fonti finanziarie, hanno sofferenze lorde pche andranno cedute attraverso una cartolarizzazione nella quale potrebbe intervenire Atlante. Tra le richieste di Cariparma, guidata dall’amministratore delegato Giampiero Maioli, per dare corso all’operazione anche la ripulitura del bilancio delle tre casse da una buona porzione delle inadempienze probabili. Ma ora spetterà ai francesi fare le valutazioni sottolineate già  stamani dallo stesso ad Maioli. "Ci sono valutazioni in corso ma ancora nessun atto formale", ha detto a margine del comitato esecutivo dell’Abi, circa la possibile acquisizione delle tre Casse di Risparmio emiliane (Cesena, Rimini e San Miniato) in tandem con lo Schema volontario di intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che già controlla Caricesena), chiamato a ‘ripulirlè dagli Npl e rafforzarne il patrimonio. «Vediamo - ha aggiunto - cosa succede oggi e nei prossimi giorni". Sotto la Rocca istituzioni, azionisti, imprenditori vivono giorni di nuove attese: se si dovesse concretizzare il passaggio sotto la sfera francese cosa cambierà e che banca sarà la Carismi? Resterà il marchio sul mercato? In questi giorni la spinta verso questa soluzione è stata pressante: la Fabi, First Cisl e anche la Fisac Cgil – sigle sindacali del mondo bancario – con sfumature diverse hanno espresso elementi a favore di questa soluzione di ‘sistema’ spinta da Palazzo Koch. Il «caso San Miniato» è in ballo da un anno esatto. Da quando, dopo il rosso di bilancio da 67 milioni, la Banca d’Italia chiede un rafforzamento di capitale arrivato a pesare oggi 150 milioni. In questi mesi Carismi - guidata dal presidente Alessandro Bandini e dall'ad Divo Gronchi -  e Fondazione Crsm (azionista di maggioranza) hanno lavorato senza sosta alla ricerca di soluzioni.