Pistoia, 6 gennaio 2018 - La novità dei sacchetti biodegradabili a pagamento in tutti gli esercizi commerciali non ha risparmiato nemmeno le farmacie, che dal 1° gennaio hanno il divieto di fornire gratuitamente le buste di plastica ai propri clienti. Un provvedimento voluto dall’attuale Governo per disincentivare l’utilizzo dei sacchetti di plastica per tutelare l’ambiente.

Una «mossa» che è divenuta nel giro di qualche ora un vero caso politico, finendo per scatenare un enorme vespaio di polemiche sui social e non solo. Se al supermercato un sacchetto in materiale biodegradabile costa da 1 a 3 centesimi, in farmacia il costo è di 5 centesimi per quelli piccoli e di 10 per quelli più grandi. Polemiche in vista anche tra i banchi delle farmacie pistoiesi? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati: i farmacisti e i loro clienti.

Per adesso non ci sono state grande proteste per i sacchetti a pagamento – racconta Roberta della farmacia Nannucci – perché in farmacia non vengono usati spesso: le persone mettono i medicinali in tasca o nella propria borsa personale». Situazione confermata anche da Roberta Scopetani, che lavora alla farmacia San Francesco: «Nessuno ha protestato, almeno con noi farmacisti – racconta –, anche se la maggior parte dei clienti non ha bisogno di un sacchetto per portare via le sue medicine. A livelli di contabilità, per noi non cambia nulla: i sacchetti hanno un codice a barre come fossero un prodotto, vengono registrati semplicemente nello scontrino».

«Sì, qualcuno ha avuto da ridire – riporta il dottor Giacomo Banci dell’omonima farmacia – ma anche secondo me non è molto giusto: ai clienti che già spendono cifre importanti non mi sembra il caso di applicare anche questo balzello, lo trovo esoso. La legge però dice questo e noi ci adeguiamo». Tra i clienti c’è chi ammette di non saperne nulla: «Sinceramente non ci ho fatto caso quando sono stata in farmacia oggi – dice Fabrizia – ma ora che me lo fate notare non lo trovo giusto: 10 centesimi per ogni sacchetto mi sembra una cifra davvero troppo alta». C’è anche chi è d’accordo nello spendere un po’ di più per ridurre - almeno in linea teorica - l’inquinamento ambientale.

«Secondo me non si tratta di un grande impegno economico – dice Andrea Sembranti –, in fondo all’anno saranno 15 euro: ben venga spenderli se serve a dare un po’ di respiro all’ambiente». Della stessa opinione il Giovanni, appena uscito dalla farmacia con un sacchettino in mano: «Nessun problema a pagare, sono cifre molto piccole. Tra l’altro alcune farmacie nemmeno li fanno pagare».