Pistoia, 10 febbraio 2018 - Tentò per due volte di avvelenare i cani del vicino di casa con il veleno per topi. Ma dopo il primo episodio il proprietario dei due animali mise le telecamere puntate sul cortile e il pensionato fu preso con le mani nel sacco, o meglio, nel topicida. A tre anni esatti dai fatti e a un anno dall’inizio del processo, l’anziano, è stato condannato a diecimila euro di multa (pena sospesa) e al pagamento delle spese processuali.

L'uomo, 84 anni, era accusato di maltrattamenti sugli animali. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Barbara Floris che ha rinviato al giudice civile per il risarcimento. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione. Nella sua requisitoria ha ritenuto prove evidenti le foto e il filmato. Le vittime, che scamparono per miracolo a una morte atroce, furono Viky, femmina di alaskan malamute, e il piccolo Pepe, un chihuahua.

I fatti si verificarono a Serravalle dove, nel marzo di tre anni fa, i due cagnolini rischiarono di morire per un boccone farcito al topicida, ma il loro proprietario deciso a stanare il misterioso avvelenatore, allestì le telecamere in modo che riprendessero la panoramica del cortile di casa. E ripresero l’anziano mentre gettava qualcosa nel giardino del vicino: un cartoccio di carne con delle scaglie blu. Il cartoccio rimase fuori dal cancello, ma le scaglie andarono a destinazione, ed era veleno: topicida (brodifacoum).

Ma le indagini dei carabinieri, di Serravalle, erano già iniziate dopo il primo episodio. Il proprietario dei cani e la moglie chiamarono i militari che sequestrarono carne, scaglie e cartoccio e poi perquisirono l’abitazione del pensionato. Trovarono la scatola del veleno. Al termine delle indagini, dirette dal sostituto procuratore Luigi Boccia, l’uomo era stato rinviato a giudizio. I padroni di Viky e Pepe, si erano costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Luca Magni del foro di Pistoia che ha sottolineato in aula la crudeltà gratuita nei confronti dei due animali: "Avvelenati così, come si riga una macchina, un comportamento riprovevole".

Dopo il primo articolo l'anziano aveva denunciato il vicino per diffamazione perché aveva fatto vedere il giornale ai vicini di casa. Il giudice di pace lo aveva assolto perché aveva soltanto mostrato quello che era stato scritto.