Massa, 31 dicembre 2017 - Sono solo in 300 divisi in tre compagnie e venti stazioni ma presidiano tutto il territorio, da Zeri a Montignoso passando per Casola. Sono, lo avrete capito, i carabinieri. E ieri mattina alla caserma «Plava» il tenente colonnello Massimo Rosati, affiancato dai capitani Michele Cerri e Mario Ricciardi e dal maresciallo Carlo Stopponi, ha fatto il bilancio dell’anno che sta finendo. Dati lusinghieri, che dimostrano che pur essendo in pochi, i militari se non fanno i miracoli, almeno ci provano. Il primo elemento che salta agli occhi e conferma l’importanza dell’Arma nell’immaginario collettivo sono le 9mila chiamate (con altrettante richieste) giunte al 112 nel 2017.

C’è chi chiede aiuto, chi denuncia un furto, chi spiega di avere sospetti su persone viste in strada e chi cerca, più banalmente, compagnia. «E’ un dato che fa riflettere – spiega Rosati – sulla mole di lavoro alla quale i carabinieri devono far fronte». Impressionanti anche i dati sull’opera di prevenzione, che significa presenza in strada e controlli. Quest’anno i militari hanno fatto, tra pattugliamenti e perlustrazioni, ben 17.123 servizi, identificando 30mila persone (+ 21% rispetto al 2016) e controllando 22mila mezzi (+ 31%). Non basta. Sempre sul versante prevenzione, per diffondere la cultura della legalità e prevenire l’uso delle droghe, i carabinieri hanno fatto 35 conferenze in altrettante scuole. Senza dimenticare gli incontri con gli anziani (paese per paese) per spiegare loro come evitare le truffe.

E PASSIAMO all’altro versante del lavoro dei carabinieri: la repressione. I reati perseguiti dall’Arma sono stati, quest’anno, ben 5.560 (il 70% dei reati denunciati in provincia). E in 1.248 casi sono stati identificati gli autori. La percentuale è del 22%. Bassa? Alta? Se pensiamo a quanti sono i carabinieri e alle leggi a dir poco «garantiste», probabilmente ha ragione il comandante provinciale dell’Arma quando commenta che «non è una media trascurabile, vi posso assicurare».

Soprattutto guardando le 200 persone arrestate (+ 27% rispetto al 2016) e le 1.440 segnalate in stato di libertà (+ 17%). E al giornalista che ricorda lo sconforto dei cittadini che vedono il ladro arrestato tornare subito libero, Rosati replica allargando di qualche centimetro le braccia: «Usiamo gli strumenti che abbiamo. E per quanto riguarda i furti, l’arresto in flagranza è un terno all’otto». Tornando alla droga, in 12 mesi sono stati arrestate 26 persone (trafficanti e spacciatori) e 27 sono stati denunciate a piede libero. Altre 34 persone sono state arrestate per furto e 6 per rapina. Sempre per furto ne sono state denunciate 126 mentre altre 11 per rapina. «Anche questi numeri – conclude Rosati – su cui riflettere».