Carrara, 11 gennaio 2018 - Ha deciso di difendere l’ambiente e di non lottare contro chi da anni si batte per mantenere il verde ad Anderlino. Così il sindaco Francesco De Pasquale non si costituisce parte civile nel giudizio promosso dal comitato Anderlino contro la variante al piano strutturale. La delibera, approvata dal precedente consiglio comunale lo scorso aprile, è stata sottoposta al Tar. «Una scelta politica – spiega il sindaco: il non costituirsi parte civile va nella direzione di non ostacolare l’attività di un Comitato che si batte per la tutela dell’ambiente, del paesaggio, dell’agricoltura e della qualità della vita, principi che chi governa dovrebbe avere sempre come priorità. Il passo successivo – promette il sindaco – sarà rivedere il piano strutturale per trovare una soluzione urbanistica a tutela dell’area agricola di Anderlino, che aveva perso l’originaria destinazione, con la nuova definizione di corridoio di sistema urbano di ingresso alla città». L’auspicio da parte del sindaco è di un rilancio dell’attività agricola in questa zona. Una vicenda quella tra Comitato di Anderlino ed il Comune che era cominciata nel 2010, quando lo stesso Comitato conun ricorso al Tar chiedeva l’annullamento della variante al piano strutturale adottata dall’amministrazione comunale allora in carica. Dopo l’approvazione dello strumento urbanistico avvenuto nel marzo 2012, la Regione Toscana, per verificare l’eventuale contrasto con il Piano paesaggistico, aveva indetto la Conferenza paritetica interistituzionale le cui conclusioni erano state  recepite dal consiglio comunale. La stessa delibera fu anch’essa impugnata dal Comitato e presentata al Tar che annullava l’atto della Regione. Da lì l’attivazione di un tavolo tecnico istituzionale che lo scorso febbraio riteneva superato il contrasto tra le previsioni della variante e l’ambito di Aurelia Sud, soddisfacendo le verifiche richieste dalla conferenza paritetica del 2012 in relazione al contrasto degli effetti della dispersione insediativa, alla salvaguardia della discontinuità edilizia assicurata dai vuoti urbani presenti all’interno del tessuto costiero e alla integrità visiva degli scenari paesaggistici percepiti dai tracciati riconosciuti come panorami nonché dai collegamenti ferroviari. Quanto deliberato è stato recepito dal consiglio comunale lo scorso aprile e adesso impugnato davanti al Tar. In questo nuovo giudizio la nuova amministrazione ha ritenuto per una scelta politica di non costituirsi contro il Comitato