Lucca, 25 dicembre 2017 - «Le persone che hanno voluto bene a Eugenio, che ci hanno mostrato la loro vicinanza anche ieri, ci hanno dato coraggio».

Sono le parole che sgorgano cariche di sentimento da un cuore ancora pieno di dolore, quello del suocero Francesco Lucchesi. Sono passati poco più di tre mesi dal tragico incidente che, all’inizio di settembre, ha strappato via dall’affetto dei suoi cari Eugenio Viviani, l’operaio morto a soli 53 anni insieme al collega Antonio Pellegrini, precipitando da una gru mentre erano intenti a piazzare i lumini per la Processione della Santa Croce.

Ieri sarebbe stato il suo compleanno, il giorno prima della vigilia di Natale ed è proprio in queste ore che la sua scomparsa diventa un’assenza ancora più pesante.

Le parole del suocero danno il senso di un dolore profondo, di una ferita che non si rimarginerà mai. «E’ stata molto dura in queste settimane – dice – e in queste ore lo è ancora di più. Lo è per noi ma soprattutto per il figlio che ha solo 19 anni. Sarebbe stato il suo compleanno e poi Natale. Un doppio dolore, due traumi difficili da affrontare». E proprio ieri, nel giorno in cui avrebbe festeggiato 54 anni, nella sede dell’associazione che era un pezzo della sua vita, ovvero i Volontari antincendio di Vorno, la famiglia di Eugenio Viviani, ha voluto rendere omaggio allo sfortunato operaio con un gesto speciale.

Nel pomeriggio, alla presenza di tante persone e anche del sindaco di Capannori, Luca Menesini, hanno consegnato all’associazione impegnata nella difesa del patrimonio boschivo delle nostre zone una torre faro e alcune motoseghe, acquistate grazie ai circa 3.000 euro che in questi mesi sono stati donati alla famiglia.

Parte delle offerte sono arrivate dai dipendenti della Cartotecnica Galeotti, che hanno donato un’ora della propria retribuzione, parte da un torneo di briscola tenuto a Santa Maria del Giudice, dove abitava Viviani, parte da amici e conoscenti. Sulla torre una targa in ricordo di Eugenio. «C’erano tante persone perché Eugenio era conosciuto e ben voluto da tutti, per la sua attività di volontario e per le sue passioni. Anche ieri – conclude il suocero – vedere così tanta gente essere lì a ricordare la memoria di Eugenio ci ha dato un po’ di coraggio per andare avanti».

«Oggi sarebbe stato il compleanno di mio marito – ha detto Vanda Lucchesi – e con mio figlio Nicolò abbiamo pensato fosse giusto regalare tutto quanto ci è stato donato a una associazione che era una parte della vita di mio marito. Nel tempo libero accompagnava mio figlio a fare sport oppure era assieme a loro, impegnato a protezione dei nostri boschi».

Francesco Scolaro

Fabrizio Vincenti