Lucca, 12 marzo 2017 - È nata da una segnalazione alla sezione lucchese delle guardie ecozoofile dell’Oipa, volontari impegnati nella tutela degli animali, l’indagine che ha portato al sequestro del canile abusivo nelle camopagne di Meati. E ora sono in corso ulteriori accertamenti dei carabinieri per capire la provenienza dei cani e anche la loro destinazione, dato che venivano venduti su internet, pur non avendo microchip. Resta anche da capire che fine faranno questi trenta esemplari, visto che le forze dell’ordine hanno dato un ultimatum di 10 giorni ai proprietari per trasferirli in una struttura adeguata e oper munirli di microchip.

«Alcune persone ci avevano segnalato la sitazione sospetta – spiegano all’Oipa di Lucca – e così abbiamo deciso di fare un sopralluogo. Effettivamente la struttura ci è sembrata abusiva e non idonea ad ospitare i cani, ma occorreva un accertamento più approfondito. Così ci siamo avvalsi della indispensabile collaborazione dei carabinieri di San Concordio e del nucleo forestale. Siamo tornati per un’intera giornata sul posto e, con il supporto di un veterinario dell’Asl, abbiamo rilevato i chip presenti, pochissimi in verità, nonché le misure dei recinti, verbalizzando la situazione complessiva del canile. Abbiamo riscontrato anche il taglio delle orecchie, un elemento preoccupante dato che tale pratica è vietata in Italia dal 2009».

Intanto proseguono gli accertamenti dei carabinieri. I titolari della struttura, due albanesi, hanno dieci giorni di tempo per trovare un altro posto agli animali che non gli sono stati sequestrati in quanto non sono emersi segni evidenti di maltrattamento. La struttura di Meati è assolutamente non idonea, gli anuimali erano ammassati in box piccoli e in condizioni igienico sanitarie insoddisfacenti, privi di apparati di canalizzazione e smaltimento dei liquami, ammassati in un angolo.

La preoccupazione degli animalisti è comunque legata alla sorte di questi trenta cani, di cui ben 18 cuccioli, proposti anche in vendita online. Perché quelle orecchie tagliate se in Italia è vietato? Si sospetta che potessero essere destinati al mercato dei combattimenti clandestini. Si tratta infatti di American Staffordshire Terrier, esemplari noti per la robustezza e il coraggio, sostanzialmente simili ai Pitbull e spesso impiegati in queste pratiche vietate dalla legge.