Lucca, 3 luglio 2017 - Che la visita di sabato scorso con tanto di pranzo con amici e sostenitori dell’ex sindaco Oreste Giurlani a Fabbriche di Vallico sarebbe stato oggetto di svariati commenti era prevedibile. Ma che questa avrebbe avuto conseguenze tali da per cui si potrebbe addirittura configurare reato, certamente lo era molto meno.

Sabato Giurlani ha partecipato a una rimpatriata in un ristorante con amici e sostenitori a pochi giorni dalla scadenza degli arresti domicliari che gli erano stati assegnati il primo giugno scorso dalla Procura di Firenze che ha aperto nei suoi confronti un’inchiesta per peculato.

Nel mirino "spese pazze" che Giurlani avrenne compiuto durante la presidenza dell’Unione regionale delle Comunità montane della Toscana, l'Uncem. In totale gli vengono contestati prelievi per 570 mila euro fra rimborsi chilometrici e acqusiti non strettamente connesi all’incarico come per cappotti, svariati smartphone, iPad.

Dopo il pranzo e la partenza per Pescia di Giurlani è infatti apparsa sul muro di fronte al municipio di Fabbriche di Vergemoli una scritta a caratteri cubitali inneggiante all’ex politico locale. La frase « Oreste, 6 il meglio» ha suscitato una ridda di accese reazioni nel piccolo borgo, dividendo i cittadini circa il giudizio sul contenuto, meno sull’azione in sé, ritenuta quasi all’unanimità eccessiva e fuori luogo. Dall’amministrazione è giunto un istituzionale e laconico no comment circa la presenza di Giurlani sul territorio comunale, anche se il sindaco Michele Giannini ha manifestato disagio e preoccupazione per l’azione di deturpamento del muro cittadino, esprimendo una dura condanna verso i presunti esecutori, in considerazione anche del fatto che tale gesto non possa essere imputabile "a giovani vandali in allegra uscita".

"Sinceramente siamo allibiti e un po’ preoccupati - commenta il sindaco - Pensiamo che il fenomeno sia da non sottovalutare e non nego che ricordi pericolose abitudini che non appartengono al nostro territorio. Non voglio entrare nel merito del contenuto e del significato della scritta, né tantomeno sull’opportunità di manifestare consenso a una persona ancora oggetto di indagini".

"Torno però - aggiunge il sindaco - a sottolineare con forza la vicinanza mia e della comunità a tutti quei dipendenti che per anni non hanno ricevuto lo stipendio, privati anche dei contributi previdenziali e ai creditori ancora in attesa di saldo da Uncem, che non possiamo dimenticare come sia stata messa in liquidazione dopo la scoperta di un buco di oltre 2 milioni di euro".

La vicenda avrà sicuramente sviluppi d’indagine, per stabilire le responsabilità del gesto, mentre l’amministrazione si prepara alla denuncia formale ai Carabinieri per atti di vandalismo contro ignoti, tralasciando al momento la provocazione espressa nella stessa scelta del luogo dell’originale comunicazione: il mure di fronte al municipio appunto. E la possibile configurazione di una grave accusa per apologia di reato.

"Che Fabbriche di Vallico - conclude Michele Giannini - sia dalla parte della legalità e della moralità pubblica, per me, resta comunque fuori discussione".