Bolgheri (Livorno), 19 maggio 2017 - E’ la prima azienda del sud che sbarca a Bolgheri. E non è una qualunque, ma una delle più importanti realtà del panorama vitivinicolo del Meridione, Feudi di San Gregorio, la cui base è in Irpinia ma che conta su vigneti in Basilicata, Puglia e Sicilia. E adesso anche nel territorio di Castagneto.

L’azienda ha acquistato nel febbraio del 2016 la Guicciardini Strozzi e ieri ha festeggiato l’inaugurazione di questa avventura con il marchio Campo alle Comete, un toponimo della zona che non veniva più utilizzato, scovato in vecchi libri. “In effetti è la prima volta che ‘saliamo’ verso nord, mentre assistiamo spesso a aziende che ‘scendono’ nelle nostre zone. Bolgheri è un sogno che si realizza - racconta il presidente di Feudi, Antonio Capaldo -, questo è un territorio che ci è sempre piaciuto tantissimo, sia per l’ambiente che lo caratterizza sia per la qualità dei suoi vini. Quello che ci affascina è anche che si tratti di un territorio piuttosto giovane, con vitigni internazionali e grandissimi nomi con cui confrontarsi”.

La festa, benché un anno dopo l’acquisto dei 15 ettari, è stata l’occasione per presentare ufficialmente Campo alle Comete. “Era da tempo che guardavamo a Bolgheri, poi è capitata questa grande occasione. Ci siamo presi del tempo per fare alcuni interventi di ristrutturazione sia alla villa che alla cantina: Qui si è trattato soprattutto di investire sulla parte tecnologica, non c’è stato bisogno di altro dato che è stata realizzata piuttosto di recente, nel 2011”.

Il primo ‘nato’ in casa Campo alla Cometa è ‘Stupore’, “il nome proprio a sottolineare lo sguardo con cui guardiamo a questo territorio”. L’inaugurazione è stata l’occasione per presentare a pubblico e giornalisti il Bolgheri rosso 2015 ma soprattutto il 2016, il primo vinificato dalla nuova proprietà e che uscirà nel 2018. “Abbiamo anche assaggiato alcuni dei possibili Bolgheri Superiore 2016 a cui stiamo lavorando”. L’obiettivo è una produzione di qualità, 100-120mila bottiglie, “un vino di qualità ma con uno stile immediato, che sia approcciabile da tutti”, e un’azienda ‘aperta’, come nella migliore tradizione del sud. “Utilizzeremo la villa per l’accoglienza e le degustazioni, saremo aperti al pubblico dal lunedì al sabato e la domenica su prenotazione. Se riusciamo già quest’estate vorremmo allestire un temporary wine bar; le iniziative e gli eventi, così come siamo soliti fare ‘a casa nostra’, non mancheranno” assicura Capaldo.

Cecilia Morello